La metabolomica, una tecnologia emergente nella ricerca bio-medica

F. Conti

Abstract
La Metabolomica è stata inclusa tra le dieci tecnologie emergenti in un recente articolo pubblicato su Technology Review del MIT di Boston.
La Metabolommica descrive il profilo chimico in termini dei metabolici a basso peso molecolare presenti in cellule, tessuti, organi e fluidi biologici. Le sue componenti (i metaboliti) possono essere visti come il prodotto finale dell'espressione genica o dell'attività proteica (enzimi), che definiscono così il fenotipo biochimico di un sistema biologico nel suo insieme, compreso l'uomo. Mentre la gnomica e la proteomica suggeriscono un possibile modo di funzionamento del sistema, la metabolomica dà la rappresentazione reale del sistema.
Nei prossimi anni l'approccio metabolomico, combinato con la gnomica funzionale e la proteomica, avrà un fortissimo impatto sulla ricerca in campo farmacologico, nella diagnostica, nella terapia e in un'ampia gamma di biotecnologie. In questo articolo saranno brevemente descritte le basi teoriche e sperimentali dell'analisi metabolomica, così come alcune applicazioni nella ricerca sul cancro. Alexander Bogdanov nel suo "Tektology: Universal organization Science" (1913-1922) ipotizzava che tutte le Scienze fisiche, biologiche ed umane potrebbero essere unificate trattandole come un insieme di relazioni, evidenziando che i principi organizzazionali sono alla base di tutti i sistemi. I sistemi viventi funzionano mediante una vasta gamma di reazioni per lo più catalizzate da Enzimi e processi di trasporto che attraverso la trasformazione di migliaia di sostanze, con le stesse leggi della Termodinamica e Cinetica che governano il mondo non vivente, determinano flussi di materia e di energia necessari per la loro vita e per il loro funzionamento.
L’insieme di tali flussi rappresenta il metabolismo. Gran parte delle metafore usate per descrivere un principio unificante, che permettesse l’interpretazione del funzionamento di un sistema biologico, sono state nel tempo riferite alla tecnologia emergente, considerata come la "più potente ed avanzata" nel dato momento storico. Così nel secolo XVIII i sistemi biologici erano paragonati alla meccanica di un orologio, nel XIX secolo alle macchine termodinamiche, nel XX secolo ai computer digitali guidati da porte logiche, fino ad arrivare ad oggi, nel secolo governato dal world-wideweb (www.), dove i sistemi biologici sono rappresentati come “network”.
Fino a pochi anni fa, il paradigma dominante, nella rappresentazione del funzionamento di un sistema biologico, era dettato da una visione gerarchica dall’alto verso il basso, dove il controllo del sistema era generato dal genoma fino ad arrivare ai livelli gerarchici più bassi rappresentati dagli aspetti fisiologici e funzionali. Veniva così definita una gerarchia di livelli: geni ? trascritti ? proteine ? metaboliti (fig.1), con la quale si postulava che la identificazione della sequenza genica di un sistema biologico sarebbe stata da sola sufficiente per prevedere le principali caratteristiche funzionali.
Tuttavia, in seguito al rapido sviluppo delle tecnologie biomolecolari, che hanno permesso il completo sequenziamento del genoma di alcuni organismi viventi, compreso anche parte di quello umano, è divenuto evidente che un tale approccio forniva soltanto una possibilità di valutazione e previsione della evoluzione dei processi indotti da una perturbazione sia essa dovuta a modifiche geniche, o a stimoli esterni chimici e/o fisici, in termini di risposta dell’intero organismo.
Uno dei principali limiti inerenti a tale approccio consiste nella impossibilità di interpretare e comprendere il funzionamento di un sistema vivente integrale, qual è la stessa cellula, sulla base di una ricostruzione che utilizza le conoscenze delle caratteristiche e proprietà separatamente dei singoli componenti del sistema (approccio riduzionistico).
In realtà un sistema vivente si modifica continuamente in dipendenza dello stato fisiologico (ad esempio cellule proliferanti durante le diverse fasi del ciclo cellulare) e delle interazioni con l’ambiente esterno, come risposta a stimoli chimici e/o fisici, modifiche geniche, determinando la variazione o l’insorgere di nuove strutture che la plasticità del sistema permette, consentendo nuove strategie di funzionamento fino all’insorgenza di uno stato patologico.
Un sistema biologico, come sistema complesso, può trovare vie alternative per i processi che determinano i flussi di materia ed energia, rispettando sempre le leggi termodinamiche e cinetiche. In altri termini un sistema complesso, come è una cellula, esercita un controllo sul suo funzionamento attraverso non una struttura gerarchica rigida dai geni alle proteine e ai metaboliti, ma attraverso una struttura organizzata con interconnessioni tra il patrimonio genetico, proteico e metabolico, in maniera globale e flessibile (fig.1).

Fig.1 Flusso delle informazioni biologiche

Si è quindi realizzata negli ultimi anni la necessità di considerare in maniera complementare le innumerevoli informazioni che provengono dalle nascenti discipline omiche, quali la genomica, la proteomica e la metabolomica. In particolare il termine metaboloma descrive il profilo chimico in termini di metaboliti di basso peso molecolare presenti in cellule, tessuti, organi o fluidi biologici.
I suoi componenti (metaboliti) possono esser visti come i prodotti finali della espressione genica e dell’attività proteica (enzimi) definendo così il fenotipo biochimico di un sistema biologico integrale, compreso l’uomo. Ne deriva che la metabolomica fornisce una risposta attuale e non potenziale sul funzionamento in modo globale ed interconnesso con la genomica e la proteomica.
Così il metaboloma, valutato sui fluidi biologici di un uomo, ad esempio, riflette la sua storia, compresa l’età, il sesso, lo stile di vita, lo stato nutrizionale, le interazioni con l’ambiente, possibili stati patologici, l’effetto di terapie farmacologiche.
Anche se ancora agli albori, i risultati ottenuti ad oggi sembrano essere importanti non solo da un punto di vista scientifico di base, ma anche applicativo, con ricadute sul piano economico e pratico. Ad esempio la valutazione qualitativa e quantitativa contemporanea ed in funzione del tempo di un consistente numero di metaboliti, come quelli determinabili mediante RMN o spettrometria di massa in fluidi biologici è in grado di fornire, con una accettabile probabilità, la descrizione dello stato biochimico attuale di un organismo, fornendo informazioni sulle interrelazioni tra i diversi processi metabolici che definiscono lo stato.
Si possono così determinare attraverso lo studio dei fluidi biologici (come plasma, urine, bile e liquido cefalo-rachidiano) nuovi criteri che definiscono lo stato di salute e lo stato di malattia sulla base di una valutazione integrata delle varianza dei livelli dei metaboliti e dei parametri metabolici sistemici, permettendo di definire lo stato fisio-patologico in termini sistemici o organo specifico. In tale modo più che prendere in considerazione uno o pochi metaboliti con i relativi processi metabolici, la metabolomica esamina l’intero profilo metabolico determinato dall’interconnessione dei diversi processi.
A tale scopo la spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare e la Spettrometria di Massa, attraverso l’utilizzo metodi di analisi matematiche multivariate rappresentano i mezzi più potenti e più utilizzati per l’analisi del metaboloma, permettendo insieme alla genomica funzionale ed alla proteomica di aprire nuove strade conoscitive e applicative nel campo della medicina, della farmacologia, della scienza dell’alimentazione ed in generale delle biotecnologie.

Fig.2 Spettro 1H RMN di un fluido biologico

La risonanza magnetica nucleare nella metabolomica.
Una delle tecniche sperimentali più adatte all’acquisizione dei dati necessari per l’analisi metabolomica è la spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) (1) .La spettroscopia NMR multinucleare infatti permette di determinare su un singolo campione centinaia di metaboliti, in maniera non distruttiva, senza o con minimi pretrattamenti del campione stesso, e senza una conoscenza a priori dei composti che devono essere determinati (metaboliti).Per esempio, dall’acquisizione di spettri 1H NMR di campioni biologici, come cellule o medium di coltura, estratti tissutali o fluidi biologici di organismi viventi, è possibile ottenere informazioni quali-quantitative relative a più di 60 metaboliti contemporaneamente (fig.2). Se l’analisi viene effettuata in funzione del tempo è possibile valutare le direzioni delle variazioni osservate che dipendono dalle perturbbazioni a cui sottoponiamo il sistema biologico considerato. Applicando metodi chemiometrici e bioinformatici, come analisi multivariata dei dati, è possibile valutare in maniera integrata le variazioni specifiche osservate in termini di cambiamenti e di correlazioni di variabili complesse che descrivono l’effetto della perturbazione in quel sistema, mostrando le loro interconnessioni e interdipendenze. Un altro importante aspetto è la possibilità di determinare la distribuzione isotopomerica di metaboliti intermedi in diversi pathways metabolici.
Utilizzando composti arricchiti con isotopi stabili (13C o 2H ), la spettroscopia NMR mono e bidimensionale permette la descrizione della distribuzione degli atomi isotopi nello scheletro dei metaboliti coinvolti nei flussi metabolici intra e inter-cellulare (fig.3).

Fig.3 Esempio di produzione di isotopomeri 13C in epatociti partendo da acido oleico arricchito uniformemente in 13C. In verde sono indicati gli atomi dell'isotopo stabile (13C) nei diversi intermedi metabolici.

Metabolomica nella ricerca sul cancro.
Nel 1980, all’inizio dell’avvento delle basi molecolari della medicina, si postulava che il cancro fosse causato dalla mancata regolazione di alcuni oncogeni o geni soppressori.
L’identificazione di questi geni avrebbe quindi offerto la possibilità di prevenire o curare il cancro. In seguito apparve chiaro che i tumori sono molto più complessi ed eterogenei di quanto si considerava e sono causati da modificazioni di numerosi processi e di fattori che operano a diversi livelli. I fattori che determinano effetti particolari o alterazioni di un sistema biologico possono dipendere fortemente dal contesto e sono regolati dall’attività di numerosi componenti interagenti in funzione dello spazio e del tempo.
Ne deriva che oltre al rilevante interesse per la genomica per comprendere il ruolo dei geni e dei loro prodotti quali le proteine, sta crescendo l’interesse per definire e comprendere come il metabolismo possa influenzare le reti genetiche e proteiche di particolari fenotipi tumorali.
Come detto in precedenza, la gerarchia, derivante dalla biologia molecolare, con una visione platonica top-down, in cui si ipotizza un controllo dal genoma alla trascrittomica, alla proteomica ed infine alla metabolomica, viene ad essere sostituita da una visione bottom-up, con una struttura orizzontale dove l’aspetto dominante relativo è dato dall’interazione con gli altri componenti del sistema. Abbiamo inoltre precedentemente visto che il metaboloma può essere definito come il profilo quantitativo di tutte le molecole a basso peso molecolare presenti in un sistema biologico in un particolare stato dinamico. Quantunque è noto che le reti metaboliche variano nell’utilizzazione dei substrati e nella distribuzione dei flussi, riflettendo la funzione cellulare e il fenotipo, i loro nodi di controllo sono stati ben conservati attraverso i processi evolutivi e rappresentano punti determinanti per l’interazione con molecole farmacologicamente attive (farmaci) considerando anche il numero limitato di isoforme enzimatiche come pure di vie alternative per i processi metabolici, che sono per lo più conosciute.
Che cosa distingue apparentemente la metabolomica dai precedenti studi di metabolismo, è la sua focalizzazione su profili metabolici completi e pathways associati di un campione piuttosto che su uno o alcuni metaboliti. Questi profili sono rappresentati da spettri NMR o di massa e sono comparati usando metodi di analisi statistica multivariata dei dati che permettono di ottenere una visione completa dei pathways molecolari all’interno del sistema biologico studiato. Così mentre la genomica e la trascrittomica danno un possibile funzionamento del sistema, la metabolomica rappresenta il reale stato del sistema.
Tale metodica può fornire informazioni sullo stato attuale del sistema biologico definendo il reale fenotipo. Le cellule tumorali possiedono diversi meccanismi per iniziare e sostenere i seguenti fenotipi: proliferativo, differenziato, trasformato, arresto del ciclo cellulare, necrotico, apoptotico. Il comune fenotipo di forme tumorali avanzate è caratterizzato da elevata proliferazione, scarsa differenziazione, elevata trasformazione, come pure resistenza a farmaci e apoptosi. Esse presentano anche un elevato uptake del glucosio, che viene utilizzato come substrato primario. Il processo di proliferazione è strettamente associato con la sintesi de novo di macromolecole come RNA, DNA, amminoacidi e acidi grassi prodotti da substrati a basso peso molecolare come, glucosio, acidi grassi a corta catena e amminoacidi attraverso complesse e interconnesse reti metaboliche.
Il cancro può essere visto come un sistema "robusto" composto di cellule tumorali, la cui proliferazione è la proprietà che necessita essere mantenuta nonostante le condizioni del microambiente non siano del tutto favorevoli alla crescita o le perturbazioni indotte da farmaci antitumorali la inibiscano.
Quando si definisce la "robustezza" del cancro, la si definisce in termini di sistema e non della singola cellula tumorale. Infatti la robustezza del sistema tumorale è esplicata dalla ridondanza funzionale generata dalla eterogenicità cellulare nello stesso tumore e dai sistemi controllo feed-back che operano nelle condizioni estreme (come ad esempio: ipossia e farmaci antitumorali) (2). Un particolare tipo tumorale molte volte risponde all’inibizione di uno specifico target, ma è comune trovare che altri tipi di tumore non rispondono a tale inibizione.
D’altra parte occorre considerare che la robustezza di un sistema è sempre relativa, ed il sistema stesso si può rivelare fragile di fronte a perturbazioni di diversa natura.
L’obiettivo da realizzare è quello di identificare i diversi siti e le loro interrelazioni che determinano la fragilità del sistema e trovare un metodo per indurla sistematicamente. I fenotipi tumorali presentano differenze nel loro metaboloma. Per esempio, cellule di tumore della mammella o terapia resistenti presentano diversità nei processi metabolici rispetto a cellule tumorali pancreatiche terapia-sensibili, e tale diversità nel fenotipo metabolico si rifletta nella capacità di risposta a farmaci pro-apoptotici. Le principali differenze sono state individuate mediante l’analisi del profilo metabolico utilizzando substrati arricchiti in 13C, nella velocità di sintesi, di elongazione e desaturazione degli acidi grassi a lunga catena in relazione alla diversa via metabolica utilizzata nel ciclo dei pentoso.
Le cellule tumorali terapia-resistenti possiedono anche attività di desaturazione di catene di acidi grassi, che comporta l’ulteriore ossidazione del NADPH e permette al ramo ossidativo del ciclo dei pentoso fosfati di operare per la sintesi di DNA anche sotto trattamento di farmaci inibitori della via non ossidativa del ciclo dei pentoso (3).
La metabolomica permette di correlare caratteristiche biologiche e reti metaboliche, con l’obiettivo di determinare siti multipli di controllo enzimatico all’interno di una rete dovuti all’interconnessione delle reti metaboliche con pathways di sintesi alternativi.
Basandosi su cose conosciute da diverso tempo, è possibile ipotizzare che inibitori del ciclo dei pentoso fosfati possono agire effettivamente su tumori che possiedonono una limitata sintesi de novo di acidi grassi, mentre tumori che possiedono un elevata velocità di turnover degli acidi grassi possono essere trattati con un approccio combinato usando inibitori della acido grasso sintasi, e elongasi e desaturasi, con farmaci convenzionali che agiscono sul ciclo dei pentoso fosfati, produzione di acidi nucleici dal backbone degli zuccheri, sintesi di RNA, replicazione del DNA e conseguentemente proliferazione cellulare. Così il profilo metabolico permette la scoperta di nuovi targets che possano essere meno flessibili e meno variabili rispettoa targets genetici e proteici.

Ricadute farmaceutiche
In ambito industriale, è importante segnalare la formazione di un Consorzio tra università inglesi ed industrie farmaceutiche multinazionali (progetto COMET, 2001) per la valutazione e validazione della analisi metabolomica nella tossicologia dei farmaci, attraverso la costituzione di banche-dati e sistemi esperti predittivi.
In particolare, gli obiettivi del progetto COMET sono quelli di fornire una valutazione preclinica della tossicità e dei potenziali effetti collaterali di farmaci in fase sperimentale, in fase preclinica o negli stadi iniziali della fase sperimentale clinica, che molte volte si sono rivelati di tale entità da costringere le case farmaceutiche a ritirare i prodotti dal mercato e a risponderne con risarcimenti economici cospicui.
Da notare che recentemente su Technology Revew del MIT di Boston è riportata la metabolomica tra le dieci tecnologie emergenti con un numero di pubblicazioni in tale settore su giornali scientifici internazionali qualificati in crescita esponenziale tra il 2000 e il 2005.
I risultati a tutt’oggi ottenuti, oltre ad interessare il settore industriale farmaceutico della tossicità dei farmaci, stanno riguardanto la ricerca di nuovi indici metabolici integrati per la diagnosi di patologie umane, come ad esempio: coronaropatie, insulina resistenza, malattie degenerative del sistema nervoso centrale.
Soprattutto si sta valutando l’effetto della dieta e della flora batterica intestinale sullo stato di salute. A tale riguardo presso i nostri laboratori si sta creando una banca dati basato su spettri RMN 1H ottenuti su plasma di volontari sani e integrato con dati clinici anamnestici e dati ematoclinici.
Tale banca dati, che ad oggi è costituita da 300 dati ottenuti su 300 soggetti, è utilizzata in uno studio in corso sulle variazioni metaboliche indotte dall’insufficienza renale di severità variabile e dell’effetto della dialisi e terapie integrative.

Futuro della Metabolomica
E’ facilmente prevedibile nei prossimi anni come l’approccio metabolomico, insieme alla genetica funzionale ed alla proteomica avrà un grosso impatto sia per quanto riguarda la ricerca nell’Industria farmaceutica, nella diagnostica,nella terapeutica e nell’ampio settore delle biotecnologie. In particolare potrà essere applicabile per studi di tossicità ed efficacia negli studi per lo sviluppo di farmaci nella fase preclinica e clinica,nello screening e stadiazione di pazienti con il potenziale di scoprire nuovi markers o insieme di markers metabolici diagnostici.
Oltre a ridurre i tempi ed i costi per la ricerca e la sperimentazione di nuovi farmaci la metabolomica insieme alla genetica funzionale può dare indicazioni per farmaci già in produzione la possibilità di impiego in terapia in nuove patologie come pure riconsiderare farmaci i cui brevetti sono in scadenza.
Infine a tempi più lunghi potrà dare un contributo fondamentale nell’ambito della prevenzione ma specie nella personalizzazione delle terapie e dell’alimentazione ad esse connesse.

 

Prof. Filippo Conti
Professor of Physical Chemistry
in Biotechnology Department of Chemistry,
”La Sapienza” University of Rome.