

Introduzione
Lo strabismo è una patologia frequente in età pediatrica
(incidenza del 3-5%). La normale posizione degli occhi viene definita
ortoforia o ortotropia.
Lo strabismo è il mancato allineamento tra i due occhi,
tale da rendere impossibile una visione binoculare.
Lo strabismo si distingue in:
orizzontale
- convergente o esotropia
- divergente o exotropia.
verticale
- ipertropia (fig.1)
- ipotropia.
Fig.1
Ipertropia
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Gli strabismi convergenti rappresentano l’80% delle deviazioni
oculari. 65% sono unilaterali, a carico sempre dello stesso occhio,
35% sono alternanti, a carico sia di un occhio che del controlaterale.
Lo strabismo è definito concomitante, quando la deviazione
è identica in tutte le posizioni di sguardo, incomitante,
quando la deviazione è maggiore in una determinata posizione
degli occhi come accade negli strabismi paralitici.
L’esotropia può essere distinta in 3 gruppi:
1) ad insorgenza precoce,
2) ad insorgenza tardiva,
3) microstrabismo.
L’exotropia, o strabismo divergente può essere costante
o intermittente.
La forma intermittente è quella con prognosi migliore perchè
la visione stereoscopica è conservata. Le exodeviazioni
a comparsa molto precoce e con angolo elevato si riscontrano frequentemente
in bambini con lesioni cerebrali infantili.
In generale lo strabismo a insorgenza precoce, specie se unilaterale,
può essere indicativo di una patologia oculare (cataratta,
retinoblastoma, cicatrici corioretiniche o altre patologie congenite).
Lo strabismo ai segni motori associa importanti segni e sintomi
sensoriali di cui i principali sono: la soppressione, l’ambliopia
e la corrispondenza retinica anomala.Per ambliopia si intende
il deficit visivo che può essere più o meno profondo.
Tale segno è il più importante da riconoscere e
da trattare in presenza di strabismo.
La valutazione diagnostica
L’esame del paziente strabico comprende:
-
ispezione e osservazione della posizione del capo
- studio della motilità oculare nelle nove posizioni
di sguardo riflessi corneali
- determinazione della presenza della deviazione mediante
cover test
- misura della deviazione esame del visus
- refrazione in cicloplegia
- esame del segmento anteriore e fundus. |
Riflessi corneali
Sfruttano la caratteristica specchiante della cornea. Lo stimolo
luminoso puntiforme, posto di fronte agli occhi, in paziente ortoforico
è posizionato simmetricamente al centro della pupilla.
Lo spostamento di tale riflesso rispetto al centro e la sua asimmetria
è indice di deviazione. (
fig.2)
Fig.2
Riflessi corneali in esotropia
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Cover test
Si copre l’occhio apparentemente fissante e si valuta il comportamento
dello stesso occhio e del controlaterale quando lo schermo viene
rimosso. In condizioni di ortotropia non si apprezza nessun movimento.
Nel caso di deviazione strabica unilaterale, coprendo l’occhio
apparentemente fissante, l’occhio deviato si raddrizza per
tornare nella posizione strabica dopo la rimozione dello schermo.
Nel caso di deviazione alternante, coperto l’occhio apparentemente
fissante il controlaterale raddrizza e mantiene la fissazione dopo
la rimozione dello schermo.
Test 4 diottrie
Nel soggetto normale, anteponendo a un occhio un prisma di 4 diottrie,
si osserva il comportamento dell’occhio controlaterale che
ha un primo rapido movimento in direzione dell’apice del prisma
e un successivo movimento lento di ritorno. Nel caso di microstrabismo,
anteponendo il prisma di fronte all’occhio non fissante, non
si osserverà alcun movimento. (
fig.10)
Fig.10
Insieme di strumenti per valutazione ortottica
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Refrazione
L’esame della refrazione deve essere eseguito sempre dopo
cicloplegia mediante somministrazione di colliri quali ciclopentolato,
che oggi è il più utilizzato. Alcuni Autori preferisco
utilizzare tropicamide 1%. L’atropina attualmente è
riservata a casi selezionati. L’esame per valutare la presenza
di difetti refrattivi è denominato schiascopia.
In pazienti collaboranti, oggi è anche utilizzata, in associazione
alla schiascopia, che resta l’esame principale, l’autorefrattometria,
metodica computerizzata di rilevazione della refrazione. I difetti
visivi sono ipermetropia, miopia ed astigmatismo. L’ipermetropia,
associata o meno ad astigmatismo è il difetto più
comunemente riscontrato nello strabismo convergente. La miopia si
associa più frequentemente allo strabismo divergente. La
correzione del difetto visivo, in presenza di strabismo, deve essere
completa e tenere conto dei valori trovati in cicloplegia.
Esame del segmento anteriore e
del fundus
La valutazione del segmento anteriore mediante lampada a fessura
e l’esame del fondo oculare completano la visita oculistica
e servono ad escludere patologie oculari causa di strabismo.
Esame dell'acuità visiva
Il tipo di test da utilizzare per rilevare l’acuità
visiva dipende dall’età del paziente.
Accanto alle ben note metodiche che di avvalgono di ottotipi con
figure, E test e lettere accenniamo ai test utilizzabili in età
pre-verbale mediante Carte di Teller. Tali carte permettono una
misurazione dell’acuità visiva in bambini al di sotto
dei 12-15 mesi. E’ un test psicofisico basato sulla capacità
del bambino di riconoscere stimoli strutturati (strisce bianco e
nere) rispetto a uno sfondo uniforme grigio. Al piccolo paziente
vengono presentati stimoli progressivamente decrescenti e si valuta
lo schermo con strisce bianco nere più piccole in grado di
evocare una risposta visiva. (
fig.5-fig.6-fig.7)
Una differenza di risposta al test tra i due occhi è indice
di ambliopia.
Altro semplice test utilizzabile nei primi mesi di vita è
il test dell’occlusione che valuta le reazioni del bambino
alla chiusura dell’occhio sano.
Fig.10
Carte di Teller
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Principi di terapia
Trattamento medico
Il primo trattamento è la correzione ottica completa del
vizio di refrazione con lenti da portare a permanenza. In presenza
di ambliopia il trattamento di elezione è l’occlusione
di durata variabile in base all’età del paziente. (
fig.
3)
Fig.3
Occlusione
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L’occlusione non deve esser passiva ma attiva (attività
di gioco o di lavoro per vicino), sia per una migliore compliance
del paziente, sia per ottenere risultati soddisfacenti in minor
tempo.
Il trattamento di mantenimento dopo l’occlusione si avvale
di metodiche di penalizzazione quale l’utilizzo di filtri
applicati sulle lenti. L’uso di lenti bifocali (adeguatamente
costruite) sono indicate nelle forme caratterizzate da eccesso di
convergenza (rapporto AC/A elevato). (
Fig. 11)
Fig.11
Bifocali a linea diritta
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Trattamento chirurgico
Il fine del trattamento chirurgico è funzionale oltre che
estetico.
Il trattamento chirurgico è l’atto finale di un iter
diagnostico-riabilitativo del paziente strabico che richiede una
serie ripetuta di esami e di controlli. L’indicazione all’intervento
deve essere posta possibilmente in presenza di strabismo alternante
e di parità visiva tra i due occhi. Lo scopo del trattamento
chirurgico è quello di eliminare le deviazioni relativi degli
assi visivi. L’intervento viene eseguito sui muscoli oculari
allo scopo di influenzare l’attività dei muscoli stessi
e di conseguenza l’allineamento degli occhi. Gli interventi
si distinguono pertanto in interventi volti ad indebolire l’azione
del muscolo (recessione), o a rafforzarla (resezione).
La scelta del tipo e dell’entità dell’intervento
dipende dalla valutazione della motilità oculare, dalle caratteristiche
della deviazione e dalla misurazione della stessa. Passiamo ora
ad esaminare alcuni quadri peculiari di strabismo.
Esotropia essenziale infantile
Lo strabismo ad insorgenza precoce (esotropia infantile essenziale)
si manifesta nel corso dei primi 4-6 mesi di vita: spesso i genitori
notano la deviazione fin dalla nascita.
Questa deviazione è caratterizzata da:
- ampio angolo di deviazione (spesso maggiore di 50 diottrie)
- fissazione crociata
- deficit dell’abduzione (per l’impossibilità
dei muscoli retti laterali a contrarsi)
- nistagmo latente torcicollo oculare (non sempre presente)
- ipermetropia lieve, raramente elevata
- iperfuzione piccoli obliqui (evidenziabile dopo l’anno di
età) (
fig.4)
- deviazione verticale dissociata (da distinguere dalla iperfunzione
dei piccoli obliqui).
Fig.4
Esoipetropia
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Diagnosi
Di fronte ad uno strabismo è importante eseguire il più
presto possibile un controllo oculistico per evidenziare la presenza
di anomalie sensoriali, di cui la più importante è
l’ambliopia (deficit visivo da non uso). In presenza di ambliopia
il trattamento precoce è fondamentale per ottenere buoni
risultati con recupero visivo completo.
Trattamento
- correzione del difetto refrattivo occlusione
- chirurgia tradizionale (recessione dei muscoli retti mediali associato
o meno a recessione piccoli obliqui).
Il trattamento con tossina botulinica è utilizzato negli
ultimi anni in alternativa alla chirurgia tradizionale. L’iniezione
viene eseguita sui muscoli retti mediali secondo una tecnica ben
codificata entro i 7-8 mesi di vita. Sono stati riportati in letteratura
risultati soddisfacenti, in termini di allineamento oculare, compresi
tra il 60 e il 70%. (
fig.8 e fig.9)
-
anisometropia
- ambliopia
- fissazione eccentrica
- corrispondenza retinica anomala
- senso stereoscopico assente |
Fig.8
Esotropia pre-tossina
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Fig.9
Esotropia post-tossina
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Esotropia accomodativa
Si manifesta per lo più intorno ai 2-3 anni di età,
in genere in modo improvviso (dopo una febbre, uno stress). In questi
casi la causa dello strabismo è chiara: l’ipermetropia
non corretta costringe il paziente ad un eccesso di accomodazione
per rendere nitida la visione, evocando così un eccesso di
convergenza.
La correzione ottica completa dell’errore refrattivo ipermetropico,
ed eventualmente astigmatico associato, dopo cicloplegia, consente
un buon allineamento degli occhi con ripristino delle funzioni binoculari.
Esotropia accomodativa non refrattiva
Rapporto AC/A elevato
E’ un’altra forma di esotropia accomodativa non correggibile
con lenti da ipermetropia. Il paziente in questo caso è ortoforico
per lontano ed esotropico per vicino con la correzione in uso. Tali
pazienti rispondono molto bene all’uso di lenti bifocali che
devono essere costruite adeguatamente, in modo tale che il taglio
della lente corrisponda al centro della pupilla.
Microstrabismo
E’ uno strabismo in cui la deviazione strabica è piccola
e difficile da rilevare per i genitori. Per tale motivo la diagnosi
può essere tardiva. Il microstrabismo deve essere sospettato
di fronte ad un basso visus unilaterale.
-
exotropia di base
- da eccesso di divergenza
- da deficit di convergenza. |
E’ caratterizzato da:
Diagnosi
Test delle 4 diottrie prismatiche (assenza del riflesso di rifissazione
anteponendo il prisma all’occhio deviato)
Trattamento
Correzione difetto refrattivo
Occlusione
Exotropia
Si definisce con tale termine lo strabismo divergente. Le exodeviazioni
sono meno frequenti delle esodeviazioni con rapporto 1:4. Classificazione:
Le forme da eccesso di divergenza sono quelle in cui la deviazione
è maggiore per lontano che per vicino, quella da insufficienza
di convergenza la deviazione è maggiore per vicino che per
lontano. L’exotropia può essere intermittente o costante.
Exotropia intermittente
Si parla di exotropia intermittente quando si alternano periodi
di controllo della deviazione e periodi di scompenso. Caratteristica
della deviazione è la comparsa di chiusura di un occhio quando
il paziente è all’esterno e in ambiente con luce intensa.
Terapie delle exotropie
L’uso di lenti sferiche negative può migliorare il
controllo della deviazione soprattutto nelle forme di exoforia-tropia
e nelle forme intermittenti. Gli esercizi ortottici servono a migliorare
l’ampiezza fusiva, ma non possono sostituire l’intervento
chirurgico. Le indicazioni chirurgiche in genere tengono conto del
tipo di exotropia:
-
nelle forme da insufficienza di convergenza con angoli di
deviazione elevati si predilige la resezione dei muscoli
retti mediali |
Atteggiamenti alfabetici
Per sindromi alfabetiche si indicano le condizioni in cui la deviazione
orizzontale cambia passando dallo sguardo in basso allo sguardo
in alto. Quando la convergenza massima si ha in alto si parla di
sindrome A, quando la convergenza massima è in basso di sindrome
V.
Un esotropia in A avrà la deviazione orizzontale massima
in alto, minima in basso, un’esotropia in V avrà la
deviazione massima in basso e minima in alto. L’opposto riverifica
in caso di exotropia.
Questi atteggiamenti possono associarsi a posizione anomala della
testa, mento in alto o in basso al fine di mantenere la posizione
in cui gli occhi risultano più allineati. Nel caso di esotropia
in V, in presenza di una disfunzione degli obliqui, si procede alla
recessione dei medesimi. Nei casi in cui l’atteggiamento alfabetico
è presente ma non marcato si possono attuare spostamenti
verticali dei muscoli retti orizzontali associati alla recessione
dei retti mediali stessi. La regola è quella di spostare
verso l’apice della A o V i retti mediali e viceversa i retti
laterali.
Conclusioni
Lo strabismo è una patologia importante che richiede particolare
dedizione e impegno sia da parte dello specialista che del paziente.
Essendo patologia prevalente dell’età pediatrica, il
trattamento richiede controlli frequenti e attenti della funzione
visiva, al fine di permettere lo sviluppo adeguato e simmetrico
dell’acutezza visiva dei due occhi. Il riconoscimento precoce,
grazie anche alla sempre maggiore collaborazione con il pediatra,
è sicuramente un buon punto di partenza per conseguire i
migliori risultati.
Il trattamento chirurgico è da consideransi l’atto
finale di tale iter diagnostico-terapeutico per ottenere l’allineamento
oculare più vicino all’ortoforia, tenendo ben presente
che la correzione chirurgica non ha come fine primario l’aspetto
estetico, ma quello funzionale di ristabilire la cooperazione binoculare.
Dr.ssa E. Piozzi, Dr.ssa A. Del Longo
Paediatric Ophthalmology, Niguarda
Ca' Granda Hospital, Milan