Heinrich Schutz

Adriano Bassi

Insieme a Monteverdi è stato uno dei più grandi del suo tempo. Riuscì ad imporsi nel mondo della composizione come uno dei principali fautori della composizione moderna,e viene ricordato per questo tra i più importanti compositori nati prima di J.S.Bach
Il compositore tedesco fu un personaggio forse meno famoso degli altri, ma ugualmente di fondamentale importanza per la musica europea, che seppe dare un'impronta personale in un'età travagliata fra il 1500 ed il 1600 all'epoca della guerra dei Trent'anni.
Musicista colto, con una solida preparazione umanistica (completò gli studi giuridici) ben presto si impose all'attenzione della critica per il bellissimo: "Il primo libro dei Madrigali" (Venezia 1611), dove mise in evidenza le sue qualità di compositore in continuo divenire, utilizzando un contrappunto moderno che sconfinava in sottili ma persistenti cenni alla monodia.
Dopo aver compiuto gli studi iniziali a Weissenfels fu aiutato dal langravio Maurizio d'Assia, mecenate e compositore, il quale lo consigliò di frequentare il Collegium Mauritianum di Kassel.
Potè, in questo modo, studiare le musiche di Orlando di Lasso, Lechner, Dowland assistendo alle lezioni del maestro di cappella G.Otto. Nel 1608 si recò a Marburg, Francoforte sull'Oder e Jena sempre per ragioni di studio. Nel 1609 sempre il langravio lo invitò alla scuola di Giovanni Gabrieli a Venezia, poiché la città lagunare era diventata il punto di riferimento di tutti gli studiosi musicali d'Europa.
Rientrato in Germania nel 1613 terminò, come già detto, gli studi giuridici, venendo nominato secondo organista alla Corte di Kassel.
Egli fu, insieme a Monteverdi, uno dei più grandi del suo tempo riuscendo ad imporsi nel mondo della composizione come uno dei principali fautori della composizione moderna, venendo ricordato tra i più importanti compositori nati prima di J.S.Bach.
Egli ha incarnato il più puro ideale della musica barocca tedesca oltre ad una presenza di gusto italiano e di spirito umanistico, sollecitato dallo stimolo per la sperimentazione e per il mondo degli antichi.
Una coniugazione perfetta e di grande impatto emozionale. Schutz riesce a superare i confini di una cultura provinciale proiettandosi verso un eclettismo di statura europea. La curiosità lo spinge a comporre brani nuovi, originali che gli costarono cocenti critiche da parte del mondo della cultura.
Spirito irrequieto ed amante dei viaggi, visitò, sia per studio che per divertimento, Francoforte, Marburgo, Venezia, Kassel e Dresda. Nel 1617 ricoprì il posto di Maestro nella cappella alla Corte di Dresda, la più importante fra quelle evangeliche. Eccellente virtuoso, tenne numerosi concerti in tutta Europa, creandosi un gran numero di fans, iniziando, così, una nuova strada che lo avrebbe portato alla creazione del cosiddetto divismo, parola ancora sconosciuta in un mondo dominato dalla cultura sacra e dal rigore dei costumi.
Del 1619 è la seconda raccolta: "Psalmen Davids" a più cori, dove troviamo la presenza del basso continuo divenuto l'elemento essenziale tecnico e compositivo del tempo Eppure anche se uomo di successo e chiamato da più parti, avvertì l'esigenza di formarsi una famiglia che potesse dargli il calore umano che non riusciva a trovare nel mondo musicale e dei salotti.
Quindi coronò il suo sogno sposandosi, sempre nel 1619, avendo anche due figlie che gli regalarono una grande felicità.
Ma anche per lui il destino doveva serbargli una cocente ed amara sorpresa, dato che nel 1625 gli morì la moglie, le due figlie ed un fratello.
Un colpo mortale che lo distrusse psicologicamente e che confinò in un disperato isolamento, un uomo brillante e amante della società e del contatto con gli altri. Improvvisamente si ritrovò solo con il suo dolore e con la prospettiva di dover ricostruire un'esistenza partendo da una devastante situazione tragica.
All'età di quarant'anni Schutz fu un uomo affettivamente distrutto e senza alcuna voglia di reagire. Riuscì soltanto a riprendersi con l'aiuto della musica continuando a comporre intensamente e lavorando sempre al servizio della corte di Dresda dove godeva di una piena autonomia e dove era rispettato come moderno musicista coraggioso e deciso a rielaborare gli elementi legati al passato.
Il risultato di questa costante dedizione alla musica lo si vide ben presto, pubblicando ben undici raccolte di musica sacra, tra cui lo splendido Deutsches Magnificat (Il Magnificat tedesco) che rimase però manoscritto.
Un evidente salto di qualità nello stile e nel contenuto dopo la tragedia che lo aveva colpito. Forse un collegamento? Non si può certo dire, ma è indubbio che la maturazione avvenuta, poteva essere una conseguenza dell'esperienza passata.
Uomo profondamente religioso (luterano) dettò il proprio testamento spirituale nelle sue composizioni affrontando temi religiosi molto complicati, risolvendoli con la forza della propria fede e della tecnica che lo contraddistingueva.
Non dobbiamo dimenticare che l'eclettismo fu una delle sue prerogative e l'esperienza del melodramma, molto curiosa dato il suo totale amore per la musica sacra, lo portò a scoprire nuovi orizzonti e nuovi stimoli, in grado di rinnovarlo e di entusiasmarlo.
A Dresda nel 1627 andò in scena la Dafne con un discreto successo, che premiò principalmente un uomo che aveva saputo riprendersi dopo un trauma di notevoli proporzioni. La musica, andata perduta, fu sicuramente un ponte di collegamento fra lo stile monteverdiano e quello bachiano.
In lui si riscontrano tracce evidenti di un lirismo che nei secoli a venire avrebbe preso il sopravvento ed anche il senso della declamazione, dei valori intrinseci della parola furono sempre presenti anche se ancora in una fase embrionale, tutto ciò testimoniato in maniera completa ed inoppugnabile da un profondo modernismo.

Heinrich Schutz (1585 1672)
è considerato uno dei padri fondatori della musica polifonica tedesca. Dopo aver studiato a Venezia sotto la guida di Giovanni Gabrieli, fu nominato nel 16125 Kapellmeister a Dresda, mantenendo tale incarico fino alla morte avvenuta nel 1672.
Fondò l¹orchestra più antica d¹Europa, quella che oggi è la Staatkapelle Dresden.

E' importante sottolineare il gusto aulico del musicista che adottava uno stile ampolloso della voce affiancando un'orchestrazione non vassalla della voce bensì coprotagonista della composizione stessa.
Inoltre sintetizzando il processo evolutivo del compositore, in lui troviamo uno stile vocale che si potrebbe definire neogregoriano, lo stile mottettistico e quello del concerto vocale. Insomma un florilegio di elementi musicali riuniti in un solo percorso creativo.
Un indubbio arricchimento che Schutz ha saputo regalarci in un momento importante per la cultura a cavallo fra il 1500 e il 1600 dove la strumentalità stava diventando molto più importante della voce.
Fra le composizioni più significative la critica ha evidenziatola serie di Sei Oratori affiancandole alle "Sieben Worte Christi" ( Sette parole di Cristo) del 1645 oltre alle "Cinque Historiae" formate dall'Oratorio di Pasqua, Oratorio di Natale, e le Passioni secondo Matteo, Luca e Giovanni.
Sono pagine di alto contenuto drammatico mettendo insieme uno stile vocale molto ritmico. Di conseguenza una ulteriore conferma delle sue capacità che gli dettero una statura di prestigio all'interno della musica del XVII secolo.
Dal 1623 al 1657 pubblicò altre undici raccolte di musica sacra apponendo alla serie un numero d'opera sino al 13. L'eclettismo già citato trova un'ulteriore conferma nella serie dei 150 Salmi presente in due versioni (una per quattro voci a cappella del 1628 e l'altra per quattro voci con il continuum ad libitum del 1660, nonché i 40 Mottetti del 1625, nei 27 "Musicalia ad chorum sacrum" del 1648.
Uomo di spirito moderno proiettato verso il futuro dette una lezione molto importante ai suoi colleghi, offrendo a tutti l'opportunità di rinnovarsi e di guardare alle nuove correnti musicali, senza paura o timore di subire pesanti critiche.

Schutz si è dimostrato un uomo del futuro, in grado di rinnovarsi quotidianamente, principalmente per se stesso.
La sua musica è pervasa da un fervore spirituale e si esprime attraverso uno stile multiforme che riassume tutte le forme dell’epoca, dal mottetto al concerto vocale al gregoriano.

Egli può entrare a pieno diritto nel lungo elenco dei musicisti che hanno allargato le possibilità compositive utilizzando nuove sonorità inusuali, considerando effetti sonori che, anticamente, venivano catalogati come gravi errori.
In sintesi Schutz si è dimostrato un uomo del futuro, rinnovandosi quotidianamente, principalmente per se stesso e poi per la musica che certamente si avviava verso un cambiamento storico; dove si sarebbe inserita la Monodia, abbandonando definitivamente il contrappunto e la polifonia rigorosa. Tutto ciò Schutz lo fece con un largo anticipo sui tempi, diventando una delle pietre miliari dell'itinerario storico musicale.
Dopo la morte il suo nome è caduto nell'oblio per parecchi secoli, probabilmente coinvolto in una politica di falso rinnovamento, perdendo anche molta sua musica attraverso una disattenzione che ha danneggiato la ricostruzione della vita e dello stile del personaggio.
Non è stata cosa da poco porre l'accento e l'attenzione sul suo nome, ma solo nel 1985 si è avviato un percorso critico e commemorativo che vuole mettere in luce fatti e azioni di uno degli uomini più significativi che ci hanno preceduto.
Un attestato di tutto rispetto!
Anche se un po' in ritardo


Adriano Bassi