Insieme
a Monteverdi è stato uno dei più grandi del suo
tempo. Riuscì ad imporsi nel mondo della composizione come
uno dei principali fautori della composizione moderna,e viene
ricordato per questo tra i più importanti compositori nati
prima di J.S.Bach
Il compositore tedesco fu un personaggio forse meno famoso degli
altri, ma ugualmente di fondamentale importanza per la musica
europea, che seppe dare un'impronta personale in un'età
travagliata fra il 1500 ed il 1600 all'epoca della guerra dei
Trent'anni.
Musicista colto, con una solida preparazione umanistica (completò
gli studi giuridici) ben presto si impose all'attenzione della
critica per il bellissimo: "Il primo libro dei Madrigali"
(Venezia 1611), dove mise in evidenza le sue qualità di
compositore in continuo divenire, utilizzando un contrappunto
moderno che sconfinava in sottili ma persistenti cenni alla monodia.
Dopo aver compiuto gli studi iniziali a Weissenfels fu aiutato
dal langravio Maurizio d'Assia, mecenate e compositore, il quale
lo consigliò di frequentare il Collegium Mauritianum di
Kassel.
Potè, in questo modo, studiare le musiche di Orlando di
Lasso, Lechner, Dowland assistendo alle lezioni del maestro di
cappella G.Otto. Nel 1608 si recò a Marburg, Francoforte
sull'Oder e Jena sempre per ragioni di studio. Nel 1609 sempre
il langravio lo invitò alla scuola di Giovanni Gabrieli
a Venezia, poiché la città lagunare era diventata
il punto di riferimento di tutti gli studiosi musicali d'Europa.
Rientrato in Germania nel 1613 terminò, come già
detto, gli studi giuridici, venendo nominato secondo organista
alla Corte di Kassel.
Egli fu, insieme a Monteverdi, uno dei più grandi del suo
tempo riuscendo ad imporsi nel mondo della composizione come uno
dei principali fautori della composizione moderna, venendo ricordato
tra i più importanti compositori nati prima di J.S.Bach.
Egli ha incarnato il più puro ideale della musica barocca
tedesca oltre ad una presenza di gusto italiano e di spirito umanistico,
sollecitato dallo stimolo per la sperimentazione e per il mondo
degli antichi.
Una coniugazione perfetta e di grande impatto emozionale. Schutz
riesce a superare i confini di una cultura provinciale proiettandosi
verso un eclettismo di statura europea. La curiosità lo
spinge a comporre brani nuovi, originali che gli costarono cocenti
critiche da parte del mondo della cultura.
Spirito irrequieto ed amante dei viaggi, visitò, sia per
studio che per divertimento, Francoforte, Marburgo, Venezia, Kassel
e Dresda. Nel 1617 ricoprì il posto di Maestro nella cappella
alla Corte di Dresda, la più importante fra quelle evangeliche.
Eccellente virtuoso, tenne numerosi concerti in tutta Europa,
creandosi un gran numero di fans, iniziando, così, una
nuova strada che lo avrebbe portato alla creazione del cosiddetto
divismo, parola ancora sconosciuta in un mondo dominato dalla
cultura sacra e dal rigore dei costumi.
Del 1619 è la seconda raccolta: "Psalmen Davids"
a più cori, dove troviamo la presenza del basso continuo
divenuto l'elemento essenziale tecnico e compositivo del tempo
Eppure anche se uomo di successo e chiamato da più parti,
avvertì l'esigenza di formarsi una famiglia che potesse
dargli il calore umano che non riusciva a trovare nel mondo musicale
e dei salotti.
Quindi coronò il suo sogno sposandosi, sempre nel 1619,
avendo anche due figlie che gli regalarono una grande felicità.
Ma anche per lui il destino doveva serbargli una cocente ed amara
sorpresa, dato che nel 1625 gli morì la moglie, le due
figlie ed un fratello.
Un colpo mortale che lo distrusse psicologicamente e che confinò
in un disperato isolamento, un uomo brillante e amante della società
e del contatto con gli altri. Improvvisamente si ritrovò
solo con il suo dolore e con la prospettiva di dover ricostruire
un'esistenza partendo da una devastante situazione tragica.
All'età di quarant'anni Schutz fu un uomo affettivamente
distrutto e senza alcuna voglia di reagire. Riuscì soltanto
a riprendersi con l'aiuto della musica continuando a comporre
intensamente e lavorando sempre al servizio della corte di Dresda
dove godeva di una piena autonomia e dove era rispettato come
moderno musicista coraggioso e deciso a rielaborare gli elementi
legati al passato.
Il risultato di questa costante dedizione alla musica lo si vide
ben presto, pubblicando ben undici raccolte di musica sacra, tra
cui lo splendido Deutsches Magnificat (Il Magnificat tedesco)
che rimase però manoscritto.
Un evidente salto di qualità nello stile e nel contenuto
dopo la tragedia che lo aveva colpito. Forse un collegamento?
Non si può certo dire, ma è indubbio che la maturazione
avvenuta, poteva essere una conseguenza dell'esperienza passata.
Uomo profondamente religioso (luterano) dettò il proprio
testamento spirituale nelle sue composizioni affrontando temi
religiosi molto complicati, risolvendoli con la forza della propria
fede e della tecnica che lo contraddistingueva.
Non dobbiamo dimenticare che l'eclettismo fu una delle sue prerogative
e l'esperienza del melodramma, molto curiosa dato il suo totale
amore per la musica sacra, lo portò a scoprire nuovi orizzonti
e nuovi stimoli, in grado di rinnovarlo e di entusiasmarlo.
A Dresda nel 1627 andò in scena la Dafne con un discreto
successo, che premiò principalmente un uomo che aveva saputo
riprendersi dopo un trauma di notevoli proporzioni. La musica,
andata perduta, fu sicuramente un ponte di collegamento fra lo
stile monteverdiano e quello bachiano.
In lui si riscontrano tracce evidenti di un lirismo che nei secoli
a venire avrebbe preso il sopravvento ed anche il senso della
declamazione, dei valori intrinseci della parola furono sempre
presenti anche se ancora in una fase embrionale, tutto ciò
testimoniato in maniera completa ed inoppugnabile da un profondo
modernismo.
Heinrich
Schutz (1585 1672)
è considerato uno dei padri
fondatori della musica polifonica tedesca. Dopo aver studiato
a Venezia sotto la guida di Giovanni Gabrieli, fu nominato
nel 16125 Kapellmeister a Dresda, mantenendo tale incarico
fino alla morte avvenuta nel 1672.
Fondò l¹orchestra più antica d¹Europa,
quella che oggi è la Staatkapelle Dresden. |
E' importante sottolineare il gusto aulico del
musicista che adottava uno stile ampolloso della voce affiancando
un'orchestrazione non vassalla della voce bensì coprotagonista
della composizione stessa.
Inoltre sintetizzando il processo evolutivo del compositore, in
lui troviamo uno stile vocale che si potrebbe definire neogregoriano,
lo stile mottettistico e quello del concerto vocale. Insomma un
florilegio di elementi musicali riuniti in un solo percorso creativo.
Un indubbio arricchimento che Schutz ha saputo regalarci in un
momento importante per la cultura a cavallo fra il 1500 e il 1600
dove la strumentalità stava diventando molto più
importante della voce.
Fra le composizioni più significative la critica ha evidenziatola
serie di Sei Oratori affiancandole alle "Sieben Worte Christi"
( Sette parole di Cristo) del 1645 oltre alle "Cinque Historiae"
formate dall'Oratorio di Pasqua, Oratorio di Natale, e le Passioni
secondo Matteo, Luca e Giovanni.
Sono pagine di alto contenuto drammatico mettendo insieme uno
stile vocale molto ritmico. Di conseguenza una ulteriore conferma
delle sue capacità che gli dettero una statura di prestigio
all'interno della musica del XVII secolo.
Dal 1623 al 1657 pubblicò altre undici raccolte di musica
sacra apponendo alla serie un numero d'opera sino al 13. L'eclettismo
già citato trova un'ulteriore conferma nella serie dei
150 Salmi presente in due versioni (una per quattro voci a cappella
del 1628 e l'altra per quattro voci con il continuum ad libitum
del 1660, nonché i 40 Mottetti del 1625, nei 27 "Musicalia
ad chorum sacrum" del 1648.
Uomo di spirito moderno proiettato verso il futuro dette una lezione
molto importante ai suoi colleghi, offrendo a tutti l'opportunità
di rinnovarsi e di guardare alle nuove correnti musicali, senza
paura o timore di subire pesanti critiche.
Schutz
si è dimostrato un uomo del futuro, in grado di rinnovarsi
quotidianamente, principalmente per se stesso.
La sua musica è pervasa da un fervore spirituale
e si esprime attraverso uno stile multiforme che riassume
tutte le forme dell’epoca, dal mottetto al concerto
vocale al gregoriano. |
Egli può entrare a pieno diritto nel lungo
elenco dei musicisti che hanno allargato le possibilità
compositive utilizzando nuove sonorità inusuali, considerando
effetti sonori che, anticamente, venivano catalogati come gravi
errori.
In sintesi Schutz si è dimostrato un uomo del futuro, rinnovandosi
quotidianamente, principalmente per se stesso e poi per la musica
che certamente si avviava verso un cambiamento storico; dove si
sarebbe inserita la Monodia, abbandonando definitivamente il contrappunto
e la polifonia rigorosa. Tutto ciò Schutz lo fece con un
largo anticipo sui tempi, diventando una delle pietre miliari
dell'itinerario storico musicale.
Dopo la morte il suo nome è caduto nell'oblio per parecchi
secoli, probabilmente coinvolto in una politica di falso rinnovamento,
perdendo anche molta sua musica attraverso una disattenzione che
ha danneggiato la ricostruzione della vita e dello stile del personaggio.
Non è stata cosa da poco porre l'accento e l'attenzione
sul suo nome, ma solo nel 1985 si è avviato un percorso
critico e commemorativo che vuole mettere in luce fatti e azioni
di uno degli uomini più significativi che ci hanno preceduto.
Un attestato di tutto rispetto!
Anche se un po' in ritardo
Adriano Bassi