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Editoriale
Genina Iacobone

Non sappiamo se nel sud dell'Italia certi rituali religiosi siano ancora vissuti con la medesima intensità e partecipazione come lo erano alcuni anni fa. Per capire compiutamente il resoconto di un episodio svoltosi in quel periodo è necessario entrare nell'atmosfera in cui veniva vissuta la settimana che va dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua, chiamata precisamente la Settimana Santa. Durante questo arco di tempo si svolgevano processioni, canti penitenziari, via crucis per le vie di ogni paese e di ogni città, che si concludevano nel tardo pomeriggio del venerdì con un sermone normalmente fatto in ogni parrocchia da un frate o un sacerdote. Detto questo, tenteremo di raccontare l'episodio al quale abbiamo assistito in un paesino pugliese, nella chiesa parrocchiale gremita di gente.
Come consuetudine, alle ore 18 sale sul pulpito un frate dell'Ordine dei Passionisti, noto per le sue capacità oratorie. Silenzio assoluto nella chiesa, con voce rotta dall'emozione, modificando un po' il Vangelo, il frate inizia: "Nel Primo Mistero Doloroso si contempla Gesù che si ritira
a pregare nell'orto del Getsemani, e mentre sta pregando arrivano i guardiani (le guardie campestri) e iniziano a dare al povero Gesù giù botte, giù botte, giù botte".
Commozione generale, qualche lacrima scende sulle guance di alcuni presenti.
Il frate infervorato ripete: "Nel Secondo Mistero Doloroso si contempla Gesù che si ritira a pregare nell'orto del Getsemani, e mentre sta pregando ecco che arrivano i guardiani e al povero Gesù danno giù botte, giù botte, giù botte". L'atmosfera diventa sempre più intensa, il pianto
è ormai apertamente espresso, il predicatore stesso emotivamente coinvolto dal suo racconto prosegue ripetendo sempre lo stesso mistero: "Nel Terzo Mistero doloroso si contempla Gesù che si ritira a pregare nell'orto del Getsemani, e mentre sta pregando ecco che arrivano i guardiani e al povero Gesù giù botte, giù botte, giù botte". A questo punto fra la gente si alza un personaggio, rude, campagnolo, simile a quelli descritti così abilmente da Guareschi che urla: "Cristo!… se l'orto non era il suo, se il padrone non voleva, se le guardie lo picchiavano,
perché è tornato nell'orto per tre volte? Cristo…le botte proprio le voleva!" Ebbene, dottor Fazio la sua vicenda ci ha portato a dire: Primo, lei è cattolico cristiano; Secondo, è una persona onesta; Terzo, vuole che le banche restino italiane, quindi è nazionalista, non trova niente di meglio che mettersi contro i poteri forti? Le botte sia pure metaforicamente, proprio è andato a cercarsele. Ora anche se qualche idea l'abbiamo su quali sono, ci faccia sapere chi sono i rappresentanti dei poteri forti, perché vede dottor Fazio, questi poteri non si fermano a gestire il loro "potere" solo nella finanza, ma lo esercitano anche nella sanità, nella ricerca, nella cultura, ecc. Individuare le persone fisiche che rappresentano e gestiscono questi poteri forti sarebbe
molto utile per non prendere a nostra volta botte, giù botte, giù botte.
Grazie!

 

Genina Iacobone

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