Non
sappiamo se nel sud dell'Italia certi rituali religiosi
siano ancora vissuti con la medesima intensità
e partecipazione come lo erano alcuni anni fa. Per
capire compiutamente il resoconto di un episodio svoltosi
in quel periodo è necessario entrare nell'atmosfera
in cui veniva vissuta la settimana che va dalla domenica
delle Palme alla domenica di Pasqua, chiamata precisamente
la Settimana Santa. Durante questo arco di tempo si
svolgevano processioni, canti penitenziari, via crucis
per le vie di ogni paese e di ogni città, che
si concludevano nel tardo pomeriggio del venerdì
con un sermone normalmente fatto in ogni parrocchia
da un frate o un sacerdote. Detto questo, tenteremo
di raccontare l'episodio al quale abbiamo assistito
in un paesino pugliese, nella chiesa parrocchiale
gremita di gente.
Come consuetudine, alle ore 18 sale sul pulpito un
frate dell'Ordine dei Passionisti, noto per le sue
capacità oratorie. Silenzio assoluto nella
chiesa, con voce rotta dall'emozione, modificando
un po' il Vangelo, il frate inizia: "Nel Primo
Mistero Doloroso si contempla Gesù che si ritira
a pregare nell'orto del Getsemani, e mentre sta pregando
arrivano i guardiani (le guardie campestri) e iniziano
a dare al povero Gesù giù botte, giù
botte, giù botte".
Commozione generale, qualche lacrima scende sulle
guance di alcuni presenti.
Il frate infervorato ripete: "Nel Secondo Mistero
Doloroso si contempla Gesù che si ritira a
pregare nell'orto del Getsemani, e mentre sta pregando
ecco che arrivano i guardiani e al povero Gesù
danno giù botte, giù botte, giù
botte". L'atmosfera diventa sempre più
intensa, il pianto
è ormai apertamente espresso, il predicatore
stesso emotivamente coinvolto dal suo racconto prosegue
ripetendo sempre lo stesso mistero: "Nel Terzo
Mistero doloroso si contempla Gesù che si ritira
a pregare nell'orto del Getsemani, e mentre sta pregando
ecco che arrivano i guardiani e al povero Gesù
giù botte, giù botte, giù botte".
A questo punto fra la gente si alza un personaggio,
rude, campagnolo, simile a quelli descritti così
abilmente da Guareschi che urla: "Cristo!
se l'orto non era il suo, se il padrone non voleva,
se le guardie lo picchiavano,
perché è tornato nell'orto per tre volte?
Cristo
le botte proprio le voleva!" Ebbene,
dottor Fazio la sua vicenda ci ha portato a dire:
Primo, lei è cattolico cristiano; Secondo,
è una persona onesta; Terzo, vuole che le banche
restino italiane, quindi è nazionalista, non
trova niente di meglio che mettersi contro i poteri
forti? Le botte sia pure metaforicamente, proprio
è andato a cercarsele. Ora anche se qualche
idea l'abbiamo su quali sono, ci faccia sapere chi
sono i rappresentanti dei poteri forti, perché
vede dottor Fazio, questi poteri non si fermano a
gestire il loro "potere" solo nella finanza,
ma lo esercitano anche nella sanità, nella
ricerca, nella cultura, ecc. Individuare le persone
fisiche che rappresentano e gestiscono questi poteri
forti sarebbe
molto utile per non prendere a nostra volta botte,
giù botte, giù botte.
Grazie!
Genina
Iacobone