:: Politica Sanitaria
La Sanità in Italia nel 2005
Amedeo Pavone

A cura del Ministero della Salute viene compilato ogni anno un compendio annuario statistico del Servizio Sanitario Nazionale che di fatto fotografa la Sanità in Italia, cominciando dagli utenti e dal bisogno sanitario
espresso nel corso di un triennio.

Una vera e propria rilevazione completa di tutto quanto possa interessare
la Sanità in Italia, con grafici tabelle e quant'altro occorre per capire l'andamento dei bisogni e dei costi. Da una prima analisi del compendio
si evidenzia che nel 2004 c'è stata una riduzione dei presidi a fronte di un aumento delle prestazioni.
In particolare gli Ospedali sono diminuiti di ben 74 unità, ma vi sono stati numerosi accorpamenti,
riconversioni e nazionalizzazioni dei Servizi. Anche i Pronti Soccorso sono diminuiti di 82 unità e gli
Ambulatori di ben 3907 unità. In compenso si è mostrata una progressiva diffusione della deospedalizzazione dei pazienti verso forme alternative di ricovero con un significativo incremento delle ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) di ben 57562 casi e con un notevole ricorso al ricovero in Day Hospital, i cui cicli sono cresciuti di circa 262 mila casi , superando i 3 milioni e 500 mila .

Gli stessi ricoveri ospedalieri hanno mostrato un miglior utilizzo delle risorse con un significativo incremento nel tempo del tasso di utilizzo dei posti letto passato dal 72 al 77 per cento. Per quanto riguarda il personale, negli ultimi anni i tassi per mille abitanti tendono a rimanere sostanzialmente
stabili: le unità di personale totali ammontano a circa 634 mila (11,09 ogni mille abitanti), di cui
i medici rappresentano solo il 18,6 per cento, mentre oltre il 44 per cento è costituito da personale sanitario ausiliario, in maggioranza infermieristico.


La dotazione di personale medico rispetto alla popolazione residente risulta prossima alla media,
pari a 2,06 ogni mille abitanti al nord e nel mezzogiorno d'Italia, mentre nel Centro Italia è del 2,34 per mille.
Ma il compendio entra anche nella struttura della popolazione e nelle dinamiche demografiche: La popolazione italiana al 1° gennaio 2003 ammontava a 57.321.070 unità, 29.554.847 donne e 27.766.223 uomini. Quasi il 20% della popolazione ha più di 64 anni, con una netta prevalenza della componente femminile: 6.414.742 femmine a fronte di 4.486.587 maschi. L'indice di vecchiaia (rapporto percentuale fra anziani con più di 64 anni e giovani con meno di 14 anni) e l'indice di dipendenza economica (rapporto percentuale fra popolazione in età non lavorativa e popolazione "attiva") registrano, a livello nazionale, rispettivamente, un valore di 135,4 "anziani" ogni 100 "giovani" e 50,2 persone "non attive" ogni 100 lità a livello regionale: 240 sono gli
anziani in Liguria ogni 100 giovani, mentre in Campania si registra un valore dell'indice di vecchiaia pari a 81,9. Più uniforme è la situazione territoriale per quel che concerne l'indice di dipendenza economica.


Tra l'altro dalla analisi delle varie tabelle si evidenzia che in Italia abbiamo una popolazione considerevolmente anziana che tende ad invecchiare progressivamente.
Confrontando il nostro Paese con gli altri Paesi dell'Unione Europea emerge che esso è uno dei più
"vecchi", assieme a Spagna e Germania. Una particolare attenzione il compendio dedica anche all'assistenza a cittadini stranieri in Italia: La maggior parte dei ricoverati stranieri proviene da Paesi europei non appartenenti all'Unione Europea (considerando la situazione prima dell'allargamento dell'Unione Europea ai nuovi 10 Stati avvenuto il 1° maggio 2004). In particolare il Paese da cui proviene il maggior numero di pazienti ricoverati è la Romania, seguito dall'Albania.
Per quanto riguarda le cause di ricovero di pazienti stranieri le principali sono, per i maschi, i traumatismi e gli avvelenamenti (20,6%), seguiti dalle malattie dell'apparato digerente (12,3%) e dell'apparato respiratorio (10,4%); le femmine invece si ricoverano in circa la metà dei casi per
motivi legati alla gravidanza, al parto ed al puerperio (49,5%). Ciò è dovuto al fatto che la popolazione straniera, essendo il fenomeno migratorio verso il nostro Paese relativamente
recente, è in gran parte concentrata nella fascia di età adulta e quindi non ancora esposta a tutte le patologie cronico degenerative che invece colpiscono la nostra popolazione.


Infine analizzando la popolazione di pazienti stranieri secondo il sesso si registra un numero di ricoveri di donne che rappresenta quasi i due terzi del totale: 251.719 pazienti di sesso femminile contro 146.586 pazienti maschi. Anche l'AIDS è stato tenuto sotto osservazione dal Ministero:
Dal 1982, anno della prima diagnosi di AIDS in Italia, al 31 Dicembre 2003, sono stati notificati al COA (Centro Operativo Aids) 52.836 casi cumulativi di AIDS. Di questi, 41.056 (77,7%) erano di sesso maschile, 733 (1,4%) in età pediatrica (<13 anni) o con infezione trasmessa da madre a figlio, e 3.179 (6,0%) erano stranieri. L'età mediana alla diagnosi, calcolata per gli adulti, era
di 34 anni per i maschi (13 - 86 anni), e di 32 anni (13 - 80 anni) per le femmine.
Al 31/12/2003 risultano deceduti 33.774 pazienti (63,9%).


Tale dato è sottostimato per la non obbligatorietà della notifica di decesso. Il tasso di sottonotifica è stimato, per l'Italia, vicino al 10%. Per quanto riguarda l'Assistenza farmaceutica convenzionata il SSN ha provveduto alla fornitura di specialità medicinali e preparati galenici utili per la cura e la prevenzione delle malattie; essa rappresenta nell'ambito dei sevizi, erogati dal SSN,
quella più suscettibile di variazione poiché è strettamente dipendente dalle disposizioni dettate anno per anno dalla legge finanziaria. Il numero delle ricette prescritte, dopo aver raggiunto un massimo di 450 milioni nel 2002, nel 2003 è diminuito del 2,9%, con la conseguente riduzione, pari al 5,6%, dell'importo lordo che nel 2002 aveva raggiunto i 12,3 miliardi di euro (grafici 2.10 e
2.11). Anche l'importo medio è passato da 27,3 euro per ricetta nel 2002 a 26,6 nel 2003, con una riduzione pari al 2,7%. Ultimo punto della analisi ministeriale è il capitolo della spesa:
Con l'Accordo Stato-Regioni sottoscritto in data 8 agosto 2001, è stato disegnato il nuovo modello di collaborazione tra lo Stato e le Regioni, in particolare è stato concordato tra Stato e Regioni l'ammontare complessivo del fabbisogno sanitario per gli anni 2002-2004 e riconosciuto un maggiore fabbisogno per l'anno 2001.

E' stato dunque avviato il federalismo fiscale, previsto dal
D.L.vo 56/2000 ed attribuite nuove responsabilità alle Regioni nella gestione della materia sanitaria, anche in merito alla copertura di eventuali disavanzi di gestione, garantendo l'attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione, contenuto nella Legge 3/2001. Nel corso del 2002 le Regioni hanno dovuto provvedere con proprie risorse o con risparmi alla copertura dei disavanzi
di gestione dell'anno precedente.


Per aumentare le entrate finanziarie sono state in alcuni casi variate le aliquote delle addizionali regionali dell'Irpef, le aliquote dell'Irap o di tributi regionali e sono stati varati provvedimenti volti al contenimento del costo per il personale, per l'assistenza farmaceutica, specialistica,
ospedaliera e per le altre prestazioni di assistenza sanitaria.
Nel 2004 la spesa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ammonta complessivamente
a 87.958 xmilioni, di cui 87.509 milioni riferiti alle Regioni e alle Province Autonome e 449 milioni agli altri enti del SSN finanziati direttamente dallo Stato (Croce Rossa Italiana, Istituti Zooprofilattici Sperimentali, Università per borse di studio agli specializzandi, Cassa Depositi e Prestiti).

Per spesa del SSN si intende la somma dei costi di produzione delle sole funzioni assistenziali e dei saldi delle funzioni non tipicamente sanitarie, quali la gestione straordinaria e quella relativa all'intramoenia. Il rapporto tra spesa del SSN e PIL si attesta al 6,5% con un incremento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2003. Le norme sul federalismo fiscale (Decreto legislativo 56/2000) hanno modificato ilmeccanismo di finanziamento ed attualmente il SSN risulta finanziato per circa il 95% dalla fiscalità generale mentre la quota residua è rappresentata
da ulteriori trasferimenti del settore pubblico e privato e da ricavi propri ed entrate varie e straordinarie delle Aziende sanitarie. Nel 2004 il finanziamento ammonta a 84.598
milioni di euro, pari al 96,2% dell'intera spesa sanitaria. L'incremento annuale della spesa subisce un graduale rallentamento fino al 2003 che rappresenta l'anno con minore incremento (+2,9%) per poi registrare una crescita più sostenuta nel 2004 con un aumento del 7,5% rispetto all'anno precedente. La quota più rilevante della spesa è destinata al costo del personale (33,4%), di questa, il 79% è relativa al costo per il personale del ruolo sanitario (medici, infermieri e tecnici sanitari). Tutto il compendio è costellato di tabelle e grafici che confermano in modo analitico i vari capitoli citati e che costituiscono una valida base per poter intervenire nei vari campi della Sanità.

Amedeo Pavone

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