Il
contenuto del Vangelo di Giuda in un manoscritto vergato
in copto e pubblicato da un équipe guidata
da Rudolph Kasser accende la discussione ancora una
volta sui dogmi della fede cristiana.
Le fondamenta del Cristianesimo, la religione
più praticata al mondo, potrebbero mutare.
Presto nulla sarà più come prima!".
Questa affermazione roboante non è parte della
follia millenarista di qualche predicatore visionario,
ma è da ascriversi all'analisi di storici e
teologi per nulla arditi, dopo che le prime analisi
del contenuto esplosivo del Vangelo di Giuda hanno
iniziato a diffondersi e a uscire dal blindato gruppo
di addetti ai lavori impegnati nella sua esegesi.
L'interpretazione accurata del recente manoscritto
e i dibattiti ad essa relativi hanno prontamente fatto
seguito alla pubblicazione dell'importante testo,
avvenuta a cura di un'équipe guidata da Rudolph
Kasser, coptologo di fama, per conto della Maecenas
Foundation di Basilea e del National Geographic.
Si
tratta dunque di un manoscritto vergato in copto (alfabeto
dei primi cristiani d'Egitto, ricavato dal greco antico
con l'aggiunta di 4 grafemi ad esprimere suoni ignorati
dalla lingua di Omero) nel III-IV secolo d. C.; scritto
quindi in un momento assai vicino alla realizzazione
dell'originale in greco, la cui stesura, combinando
le informazioni dei padri della chiesa (Sant'Ireneo
e Giustino martire), possiamo far risalire a poco
prima della metà del II secolo d. C.
L'aspetto più eclatante, addirittura rivoluzionario
è che Giuda Iscariota, traditore di Gesù
per 30 denari e in seguito a tale azione nefanda dannato
nei secoli, verrebbe clamorosamente riabilitato: il
tradimento da lui operato seguirebbe un preciso piano
divino, gli sarebbe stato ordinato da Dio, in quanto
necessario alla passione di Cristo e dunque alla salvezza
attraverso il Suo sacrificio dell'umanità intera.
Nelle 26 pagine sopravvissute (circa la metà
del manoscritto originario) Giuda è dipinto
come "eroe" e "discepolo preferito";
dal dialogo tra lui e il Signore egli risulta insignito
di una missione divina, di un ruolo primario nel progetto
salvifico del Creatore. Citiamo i passi più
salienti e connotativi del contenuto del nuovo Vangelo
apocrifo: "Tu diventerai l'apostolo maledetto
dagli altri; tu sacrificherai questo corpo d'uomo,
che mi avvolge", dice Gesù a Giuda e aggiunge:
"tu diventerai il 13° apostolo, sarai maledetto
dalle generazioni future, ma arriverai a governare
su di loro". E sembra che oggi detta profezia
stia per realizzarsi con la riabilitazione dell'apostolo
maledetto grazie al ritrovamento fortuito di un testo,
che la chiesa delle origini aveva voluto cancellare.
"tu
diventerai il 13° apostolo, sarai maledetto dalle
generazioni future,
ma arriverai a governare su di loro"
L'antico codice, trovato in una caverna a Minya (150
km a sud del Cairo), ha avuto una rocambolesca vicissitudine
quarantennale, passando nelle mani di antiquari senza
scrupoli, che l'hanno deteriorato, ignari del contenuto
rivoluzionario: dall'Egitto è passato in Svizzera
negli anni '80 ed è poi approdato nel caveau
di una banca di Long Island (New York); qui illustri
coptologi ne hanno potuto leggere alcuni passi e soprattutto
il titolo (il cosiddetto "colofonie") finale:
"Vangelo di Giuda". A un certo punto, grazie
all'intermediazione di Michel Van Rijn, antiquario
olandese al soldo dell'interpol e dell'FBI, il codice
è stato acquistato dalla Maecenas Foundation
di Basilea, società culturale, fondata per
l'occasione dall'antiquaria Frieda Nussberger e dall'avvocato
Mario Roberty. Costoro, grazie all'intervento del
National Geographic, riuscirono a trovare il 1.100.000
dollari necessari all'acquisto del prezioso manoscritto
e ad affidarne la pubblicazione a Kasser, non senza
la reazione di qualche fondamentalista cristiano,
che, spaventato dalle prime notizie, scrisse insulti
e minacce di morte sulla casa della Nussberger.
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| E’ il Vangelo
di Giuda risalente al IV - V sec. dopo Cristo.
Il papiro - scoperto in Egitto negli anni ‘50
- ‘60 e acquistato dal National Geographic |
L'intero lavoro è uscito in
triplice traduzione (inglese, francese e tedesco)
lo scorso 6 aprile, in un evento planetario a Washington,
strategicamente poco prima di Pasqua e soprattutto
a pochi giorni dalla proiezione in sala del Codice
da Vinci, dall'omonimo best seller di Dan Brown.
"E proprio Dan Brown ricorda tutta la pluriennale
vicenda legata al Vangelo di Giuda - fa rilevare Van
Rijn -. Solo che questo testo non è pura fantasia,
ma verità storica, che alla fantasia può
dare sostanza scientifica". E la Chiesa, anzi
le chiese cristiane come reagiscono? Le congregazioni
ufficiali hanno correttamente aspettato la lettura
integrale dell'opera prima di pronunciarsi, anche
se nell'attesa, di fronte ad evidenti tentativi di
attaccare l'ortodossia e la promessa di delegittimare
il dogmatismo secolare, dichiarazioni sparse hanno
evidenziato un crescente nervosismo e una sempre più
trepidante attesa del momento clou. In particolare
il teologo Walter Brandmuller, Direttore del Comitato
Pontificio delle Scienze Storiche avrebbe parlato
di "prodotto di fantareligione di nessuna importanza
per i credenti".
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| Giuda rappresenta teologicamente,
al di là dei fatti storici comunque difficilmente
accertabili sulla base di uno scritto seriore,
l’apostolo che ha scientemente scelto
il male, l’apostolo avido, simbolo di
colui che nella vita insegue il denaro e il
potere; e che in quanto tale il cristiano non
deve seguire, pena la condanna. Papa Benedetto
XVI |
Tuttavia una mail di un esponente
della chiesa anglicana al Daily on Sunday ha fin da
subito mostrato la palpabile preoccupazione negli
ambienti ecclesiastici britannici: "Se Giuda
fosse un eroe, che ha agito per volontà di
Dio-Padre, allora Dio sarebbe parte in causa e in
qualche modo artefice della morte terrena di Suo Figlio
e la responsabilità non ricadrebbe sugli uomini.
E non sarebbe più pensabile il concetto di
libero arbitrio", fanno notare i pastori anglicani.
A testo rivelato, è arrivata la sua netta stroncatura
da parte del Vaticano e precisamente da parte di Papa
Benedetto XVI, per cui "Giuda rappresenta teologicamente,
al di là dei fatti storici comunque difficilmente
accertabili sulla base di uno scritto seriore, l'apostolo
che ha scientemente scelto il male, l'apostolo avido,
simbolo di colui che nella vita insegue il denaro
e il potere; e che in quanto tale il cristiano non
deve seguire, pena la condanna eterna" A sostegno
di detta analisi viene ricordato proprio il pentimento
dell'apostolo maledetto, che, come dicono anche i
Vangeli canonici, visibilmente scosso si sarebbe tolto
la vita. Insomma si tratta di uno scritto tardo, con
scarso valore storico e nessuno spessore teologico:
è opera della setta gnostica dei cainiti, che,
in ottemperanza ad un'interpretazione radicale del
dualismo platonico (la realtà è divisa
in Bene e Male con il primo destinato ad imporsi dopo
lotta perenne), hanno tentato di valutare in chiave
positivo-salvifica le grandi figure negative della
Bibbia (Caino, il serpente, Esaù e appunto
Giuda). Ecco quindi da parte loro un'interpretazione
volutamente faziosa, pretestuosa e fortemente ideologizzata
dell'Iscariota. Ancora più nette sono le critiche
al National Geographic, accusato di vendere un pur
importante manoscritto come un'arma per scardinare
le fondamenta del Cristianesimo, come un Vangelo con
pretesa di veridicità teologica e non solo
storica: "Tutto questo - è la previsione
quasi apocalittica della Chiesa Protestante - porterà
molti abbonati a non rinnovare più la fiducia
nella testata".
Aristide
Malnati