La figura
femminile si sorregge in una ripresa cosmogenica come
componente della natura e del mondo, carica di mistero.
Un
filo rosso di passione e di vita lega i dipinti di
Laura Monzeglio, pittrice partenopea che pur milanesizzata
non ha dimenticato l'anima della sua terra. Fra realtà
e immaginario cresce da qualche tempo il suo intendere
l'arte dopo un apprendistato significativo prima presso
la Scuola del Nudo dell'Accademia di Brera allieva
del Prof. Sponziello e la frequentazione dello studio
delle artiste Fiorella Iori e Marisa Settembrini.
La presenza in mostre di vasto spessore e il premio
delle arti 2006 l'hanno imposta a livello nazionale
per le immagini tenebrose del nostro tempo dove la
civiltà dello spettacolo e della seduzione
della bellezza valgono il tipo di skepsis, ossia la
nostra pittrice non si lascia incantare dal fascino
fin troppo a buon mercato, ma cerca attraverso l'immagine
un significato profondo sotto la verità di
superficie. Figure femminili e immagini floreali asserragliano
il suo campionario pittorico.
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Laura
Monzeglio - senza titolo -
cm 125x60 - olio
su tela 2006
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La
figura femminile si sorregge in una ripresa cosmogenica
come componente della natura e del mondo, carica di
mistero, capace di offrire persino quelle chiome fluenti
e di colore rosso fuoco il germe della contiguità
della lava incandescente che serpeggia in fiumi nelle
viscere della terra. La carica simbolistica è
fortemente imprigionata nelle forme sinuose e accattivanti
della Laura Monzeglio, quindi non solo nel corpo della
donna ma anche nei fiori e nel loro gineceo che sorregge
i petali, e come un'esplosione di toni e di fuochi
d'artificio si organizzano in un crescendo di corpi
in espansione. E' così che la natura appare
vegetante, in un ribollire di vita che si arricchisce
e si trasforma, sicché tutto appare non solo
un panneggio, ma quasi una pelle di fuoco e scintille.
L'immagine messa in scena dalla Laura Monzeglio discende
da un certo espressionismo da una parte, o meglio
da certe ascendenze tedesche e italiane del secondo
novecento, dall'altra vive quello sforzo mediterraneo
e solare portato avanti da un certo realismo fantastico
che traghetta con i nomi di Armando De Stefano che
è stato direttore dell'Accademia di Belle Arti
a Napoli e del Venditti che ha vitalizzato certi miti
come il Vesuvio, la lava e il vento partenopeo.
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Laura
Monzeglio - Doppio
Cm 60x60 - Olio su tela - 2006 |
Non va dimenticato come tutto il lavoro della pittrice
si informa di un colore fortemente carico di voluttuose
percezioni, sia che abbia davanti un fiore con i suoi
petali che una donna, il cui sguardo e la cui chioma
rimanda alle sirene, a un colore che si amalgama di
toni in crescendo, di toni che vanno verso uno sperimentalismo
che sa di esplorazione, di scoperta, di inquietudine.
La seduzione del cromatismo non è poca cosa
in chi voglia visionare i dipinti di Laura Monzeglio,
perché il suo lavoro mira al coinvolgimento
di sentimenti profondi. Certi colori come il rosso
e il violaceo, certi azzurri profondi che s'incamminano
verso il nero surreale, diventano essi stessi una
lettura del sogno e della realtà descritti
dalla pittrice. Ma l'intera favola di questa artista
carica in interno e in esterno di eleganze e morfologie,
scintillante di colori italiani e mediterranei, offre
uno spaccato nuovo e singolare dell'arte italiana
del nostro tempo, capace di destare forti emozioni
e di vivere la creatività con segnali di novità.
Carlo
Franza