Neanche
il risultato del referendum del 12-13 giugno 2005
è riuscito a fermare la volontà di alcuni
nuovi eletti di proseguire sulla strada della sperimentazione
sugli embrioni, tutt'altro, ancora una volta la volontà
espressa dalla maggioranza del popolo italiano viene
ignorata.
Quanto accade conferma quanta poca democrazia esiste
nel nostro paese, pertanto, dobbiamo prendere concretamente
atto che nella realtà siamo di fatto governati
dalle minoranze.
Il problema della ricerca scientifica, dei limiti
che a questa devono o non devono essere posti, è
stato ampiamente trattato da noi in passato attraverso
interviste a personaggi di spessore legislativo, sia
etico e che morale. A distanza di anni, il problema
è sempre più attuale con la differenza
che, mentre prima le idee erano bioeticamente più
nette e più chiare, oggi, invece, vi sono personaggi
che si presentano come portatori di certi valori ma
di fatto, operano esattamente in modo contrario, giustificando
i loro comportamenti con argomenti bizantineggianti.
Paola Binetti, ad esempio, ha organizzato i Comitati
per il referendum dello scorso anno sostenendo il
no alla sperimentazione sugli embrioni. Ieri vota
a favore del provvedimento che blocca il ritiro della
firma dell'Italia che avrebbe impedito, unitamente
ad altri paesi, di ottenere la sperimentazione ad
oltranza sugli embrioni. Paola Binetti giustifica
i suoi comportamenti e si pone quale interlocutrice
e mediatrice politica fra il Governo ed il Vaticano.
Sui principi etici e morali non esistono compromessi,
lo dice chiaramente Papa Benedetto XVI. Certi equivoci
e certe strumentalizzazioni è ora di chiamarli
con il proprio nome, giustificazionismo non si può
avere un piede in due scarpe, tantomeno servire due
padroni. Non basta organizzare un movimento all'interno
di una coalizione per ottenere l’approvazione
per certe scelte. I proverbi oggi fluiscono nella
penna e ricordiamo che non a caso il proverbio dice:
"Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!"
Questo è tutto.
Genina
Iacobone