Una
vena artistica tipicamente napoletana, dove il patetico
e affettuoso si diluiscono perfettamente.
Quest'anno cadono i 150
anni della morte di Robert Alexander Schumann, nato
a Zwickau, Sassonia l'8 Giugno 1810 e morto a Endenich,
Bonn il 29 luglio 1856.
Quinto figlio di August e Johanna Schnabel fu allevato
con affetto in famiglia fino a 6 anni e poi venne
iscritto in una scuola privata dall'arcidiacono Dohner.
La musica diventò immediatamente la sua passione
e il primo maestro Johann Gottfried Kuntsch lo introdusse
superficialmente nel mondo sonoro. Fu invece in un
altro momento che decise di diventare un virtuoso
del pianoforte ascoltando a 9 anni un concerto di
Moscheles, rimase incantato da tanta bravura.
Da quel momento la sua vita mutò radicalmente
e diventò il grande personaggio che tutti noi
conosciamo. La produzione pianistica è la parte
più significativa ma è proprio da questo
aspetto che si può andare alla ricerca di un
percorso non solo musicale ma anche filosofico, poiché
non dobbiamo dimenticare che Schumann non fu soltanto
un virtuoso del pianoforte ed un compositore ma anche
un valente uomo di cultura. Quindi nei suoi scritti
e nelle sue scelte stilistiche troviamo un preciso
pensiero che va oltre l' estetica musicale affiancandosi
a tutte le discipline che si basano sul gioco del
pensiero. Egli si indirizzò verso la composizione
proprio con l'ausilio del pianoforte dedicando al
suo strumento prediletto una vasta produzione sotto
vari aspetti che avremo modo di conoscere. Bisogna
subito dire che il gusto per la variazione fu uno
degli elementi di spicco nella composizione ma ciò
era un fatto di moda già presente dal '700.
Agli anni dell'università risalgono due lavori
che rispecchiano il gusto romantico di quel periodo
influenzato come già detto dal virtuosismo
di Moscheles e non ultimo da Chopin. La
componente letteraria fa parte delle scelte musicali
del compositore e Schumann compose i Papillons op.
2 dal 1829 al 1831 pubblicandoli nel 1832. Egli fu
attirato e conquistato dallo stile di Schubert e da
un poeta esattamente Jean Paul. Due figure per lui
estremamente carismatiche che gli dettero lo spunto
per scrivere questo capolavoro. Inoltre proprio dalla
lettura del romanzo Flegeljahre di Jean Paul al quale
il musicista si è ispirato troviamo i protagonisti
che si perdono, si ritrovano, nell'atmosfera quasi
surreale di un ballo in maschera sul tema delle farfalle.
"Quando componeva,
amava essere circondato dagli amici e dallo strepito."
Pompeo Cambiasi
Alcune frasi prese dal romanzo hanno dato spunto al
compositore per scrivere il brano pianistico e cioè:
"Un ballo in masque è forse quanto di
più alto la vita può imitare dal puro
gioco della poesia " oppure" Da un punto
di vista superiore la storia del genere umano può
ben apparire come null'altro che un lungo ballo mascherato".
Lo sviluppo degli elementi presenti nella raccolta
dei Papillons lo troviamo in un altro brano denominato
Carnaval op 9 scritto dal 1834 /35 la cui nascita
fu piuttosto articolata. Una serie di valzer del 1833
su un tema di Schubert intitolati dal compositore
Scènes mignonnes danno l'idea della struttura
iniziale. In un secondo tempo furono rielaborati e
trasformati e conosciuti con il nome di Carnaval,
scenes mignonnes sur 4 notes pour le piano op. 9.
Anche in questo caso l'idea della variazione è
il nucleo portante del lavoro e la partenza originaria
del tema schubertiano non è più riscontrabile,
tranne nel brano Reconnaisance dove troviamo l'idea
dei valzer iniziali. In
uno scritto di Ida Cappelli su Schumann troviamo una
frase sintomatica che descrive l'impatto emozionale
del lavoro:" …l'atmosfera del Carnival
è tipicamente schumanniana e bizzarra, carica
di mille ambiguità letterarie. Va rilevato
tuttavia che le suggestive didascalie furono aggiunte
da S. come egli stesso ebbe a dichiarare a Moscheles,
in un secondo momento, quasi a suggerire un'atmosfera
già implicita nel fatto musicale" . Schumann
sente ora l'esigenza di avvicinarsi alla forma sonata
sviluppando nella sua psicologia musicale le intemperanze
e le grandiosità di Beethoven, i virtuosismi
alla Moscheles al romanticismo esasperato. Tutto ciò
dà origine alla terza sonata " concert
sans orchestre" op. 14 scritta nel 1835 e revisionata
nel 1853 dedicata a Ignaz Moscheles. Nella composizione
rielaborata come sonata n° 3 i virtuosismi sono
presenti senza esagerazione dando il cambio a sonorità
leggere quasi di sogno. Indubbiamente si tratta di
una pagina di transizione ma di grande efficacia nell'economia
di tutto il percorso stilistico del compositore tedesco.
Il vero capolavoro del pianismo schumanniano è
la Fantasia op. 17. Il compositore la scrisse in un
periodo cupo, quasi folle. Si tratta di un brano pieno
di dolore, di rinuncia. Iniziata nel 1836 come omaggio,
su iniziativa di Liszt, per il
monumento
che si stava costruendo in onore di Beethoven, il
brano mutò diventando "tre poemi che vorrei
chiamare Rovine, Archi di trionfo, Chiarità
stellari". Inoltre egli scrisse "non è
che un lungo grido d'amore per te" scrive a Clara,"
non puoi capire la Fantasia se non ritorni con la
mente a quella infelice estate in cui rinunciai a
te; ora non ho più ragione di scrivere composizioni
così melanconiche e così infelici. Il
primo movimento è quanto ho scritto di più
appassionato, è un profondo lamento per te".
Invece I Fantasiestucke op 12 datati 1837 sono stati
dedicati alla pianista inglese Anna Laidlaw. La dedica
è un ricordo di quel momento tranquillo e romantico
e infatti l'opera ha in sé elementi precisi
di felicità, umorismo che non faceva certo
parte di Schumann. In una lettera inviata da Clara
a Robert vi è scritto: " La povera Laidlaw
mi fa pietà: sicuramente ti porta nel cuore.
Se ti dicessi che sono gelosa mentirei e se dicessi
che non lo sono crederesti che sto mentendo…"
Una lettera che dimostra e mette in luce i rapporti
tra i due personaggi.
Nel bel libro di Andrè Boucourechliev edito
dall' Universale Economica Feltrinelli troviamo scritto
Tuttavia i Fantasiestucke ci rivelano un mondo schumanniano
sempre fedele ai suoi incubi, rivolto alla notte,
ai sogni confusi, alla malinconica ironia.
Nell'oscurità di questo universo, l'eterno
perché (Warum?) resta senza risposta. Di nuovo
esplode il desiderio disperato di Clara e Schumann
evoca la triste leggenda di Ero e Leandro, gli amanti
separati. Sono gli anni nei quali i due giovani si
devono conoscere, e Clara si convince dell'amore che
prova per Robert. Bella la frase scritta da Robert
a Clara oggi 12 febbraio 1838: composto graziose cosette;
fino a sabato composto delle scene per bambini…."
"24 febbraio composto il breve pezzo Traumerei:
è questa una risposta inconscia a quello che
mi hai scritto un giorno: "a volte sembri un
bambino". Se è così vedrai che
a questo bambino sono spuntate le ali, perché
ho scritto più di trenta pezzi brevi e ne ho
scelto una dozzina che riunirò sotto il nome
di Scene infantili. Proverai senz'altro piacere a
suonarle, ma dovrai dimenticare di essere una virtuosa!".
Indubbiamente le Scene infantile sono una profonda
testimonianza del carattere del compositore che riesce
a mutare, a introiettarsi e a comprendere quanto di
infantile c'è in sé portandolo in superficie.
La raccolta diventa un percorso psicologico che può
scandire anche il nostro percorso di bambini ormai
stagionati ma pur sempre passati bambini.
Nella Kreisleriana op. 16 ritroviamo ancora uno scritto
di Schumann:" 3 maggio 1838…passate tre
meravigliose giornate di primavera nell'attesa di
una lettera. Poi composti i Kreisleriana in quattro
giorni; mondi completamente nuovi si aprono davanti
a me…".
Cimmarosa è
scritto con due emme, e così fu denominata
infatti la via ove il musicista nacque. Egli tuttavia
firmò sempre con una sola emme, fuorchè
una sola volta, per l’Inno Repubblicano
Pietro Rosano
A Clara:" ho notato che mai la mia immaginazione
è tanto viva come quando è rivolta ansiosamente
a te. Fu così anche nei giorni scorsi e aspettando
una lettera da te, ho composto di che riempire dei
volumi. Musica straordinaria a volte folle altre grave
e sognante. Farai tanto d'occhi quando la decifrerai.
Vedi a volte ho l'impressione di star per scoppiare
di musica tanto le idee si accalcano e mi ribollono
dentro quando penso al nostro amore…"
In una parte di lettera ad un amico e precisamente
Simonin de Sire scrive:" Di tutte queste composizioni
Kreisleriana è quella che mi è più
cara. Il titolo può essere capito solo dai
tedeschi. Kreisleriana è un personaggio creato
da E.T.A.Hoffman è un maestro di cappella bizzarro,
violento, spirituale. Molte cose Le piaceranno senza
dubbio in esso". Molto probabilmente il presente
brano è la composizione più bella scritta
da Robert. Hanno il sottotitolo di Phantasien che
può ricordare nella sua accezione romantica
la parola più vicina a incubo. Per Robert iniziano
momenti di angoscia e infatti il 1 agosto1838 egli
scrive: martedì tutta la giornata e tutta la
notte una delle più spaventose della mia vita
ho creduto che mi sarei consumato nell'inquietudine
è stato atroce. Ed ancora il 31 ottobre dello
stesso anno: non sono ancora in grado di lavorare
me ne manca la voglia e la serenità e anche
l'impulso. A volte vorrei dormire per anni interi
poi voglio di nuovo scuotermi da questo torpore e
creare….." Insomma momenti difficili ma
che vedono in Robert un momento di grande composizione
infatti scrisse l'Arabeske op 18, l'Humoresque op
20, i Nachtstucke op 23 o le Novellette. Pagina di
grande riflessione ma ben calibrate anche con un aspetto
virtuosistico. La composizione Arabeske op. 18 del
1839 è dedicata alla Signora Serre. Il brano
risente del momento di grande riflessione del compositore
con uno spiccato gusto viennese e le sonorità
a volte elegiache che si sentono sono frutto del travaglio
che Robert sta attraversando in quegli anni. Giochi
musicali di grande sentimento che si riflettono in
un denso contrappunto che ricorda i travagli che hanno
accompagnato per tutta l'esistenza il nostro compositore.
E per finire il testamento della follia e precisamente
Gesange der Fruhe op. 133 di ispirazione holderliniana.
Il futuro si respira in modo massiccio e le sonorità
cupe e gravide di tregenda sono sempre presenti. Un
tragitto irto di ostacoli dove la follia si è
lentamente ma inesorabilmente imposta nella sua vita
portandolo all'autodistruzione. Un omaggio ad un grande
compositore e un omaggio ad un uomo di grande cultura.
Adriano
Bassi