Il
primo decreto legge del nuovo governo per la sanità
è all’insegna del “dietro front”...“avanti
march”...
Il primo Decreto Legge emanato dal nuovo Governo
non poteva che interessare in modo veramente eclatante
la Sanità
Il provvedimento impone infatti a sei Regioni l'aumento
di Irap e Irpef Regionale per sanare la grave situazione
deficitaria della Sanità di quelle Regioni.
Per la verità l'impressione che se ne ricava
dalle prime mosse del nuovo Governo: Ministri della
Famiglia che vorrebbero introdurre i PACS, ministri
dell'Università che approvano la possibilità
di effettuare ricerche scientifiche sugli embrioni,
Ministri della Sanità che impongono l'aumento
della tassazione per la Sanità, Ministri dei
Trasporti che fermano il ponte sullo Stretto di Messina,
Ministro della Giustizia che concede grazie condoni
e amnistie e così via di seguito, danno l'impressione
di tante reclute capaci solo di obbedire al caporale
che ordina:
"plotone alt = dietro front = avanti march".
Ma cosa è mai successo in Regioni quale la
Liguria, il Lazio,l'Abruzzo, il Molise, la Campania
e la Sicilia? Si tratta di Regioni "non virtuose"
che costituiscono uno dei punti critici della finanza
pubblica, come affermato dal Ministro dell'Economia
Padoa Schioppa. Le Regioni avranno comunque tempo
fino a tutto giugno per vedere di risolvere il problema
in maniera diversa evitando l'automatismo dell'aumento
delle tasse.
Stiamo perciò a vedere cos’altro potrà
aggiungere il Governo nell’ambito dei decreti
di attuazione del DPEF già approvato dal Consiglio
dei Ministri e che promette ulteriori tagli anche
sulla Sanità e sulla Previdenza per il 2007.
La legge prevede in ogni caso anche un affiancamento
del Governo sulle Regioni, ma "sarà volontario".
Si tratta comunque di Regioni che hanno sempre portato
avanti il vecchio concetto del tutto gratis a tutti.
Regioni che hanno disatteso una serie di direttive
che chiedevano l'accorpamento in un unico Ospedale
di varie piccole strutture valide solo alla moltiplicazione
dei costi senza alcun beneficio per il Servizio, obbligato
a parcellizzarsi in mille rivoli, e tanto meno utili
per l'utente del servizio che non poteva trovare in
piccole strutture tutte quelle specialità in
grado di soddisfare una richiesta di intervento globale.
Ma la lievitazione dei costi è stata dovuta
in primo luogo alla decisa volontà di non istituire
un ticket moderatore di partecipazione della spesa
da parte del cittadino. Si tratta di una misura che
oltre a far moderare la richiesta di prestazioni inutili
e molto spesso duplicate, contribuiscono anche al
reale pagamento della spesa. La misura fissa del ticket
sui farmaci e sulle prestazioni specialistiche molto
spesso, specie per le prestazioni ed i farmaci a basso
costo, eguagliano lo stesso costo del servizio che
viene sostenuto perciò direttamente dall'utente.D'altronde
si tratta di misure che in Lombardia sono in vigore
già da anni e che pur riducendo la spesa e
consentendo a questa Regione di essere in linea con
i bilanci della Sanità, hanno peraltro consentito
di migliorare la qualità stessa delle prestazioni.
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| Il Ministro dell’Economia
Padoa Schioppa |
In Puglia invece dove la precedente Amministrazione
Regionale aveva introdotto una serie di Norme Regionali
che decretavano l'accorpamento di piccoli Ospedali
simili ad Astanterie in Centri Ospedalieri specialistici,
con il miglioramento delle prestazioni e la riduzione
dei costi, l'attuale Amministrazione pugliese, subentrata
sull'onda di una campagna elettorale localistica,
basata proprio sullo scontento di chi aveva perso
l'Ospedale piccolo ma "dietro l'angolo",
peraltro centro di potere locale, attualmente sta
perdendo credito in quanto, modificando quelle normative,
non sarebbe più in grado di mantenere i livelli
assistenziali garantiti dall'accorpamento delle strutture
con il contenimento dei costi. Peraltro proprio in
una delle Regioni interessate al provvedimento: la
Liguria, la parcellizzazione degli Ospedali locali,
unita alle alte retribuzioni corrisposte ad una miriade
di menagér distribuiti su tutto il territorio,
da Ventimiglia a La Spezia, con l'aggiunta di un recente
superpremio del 23 per cento di bonus ai Direttori
Generali, per gli "obbiettivi raggiunti",
ha portato ad un colossale deficit di bilancio della
Sanità Regionale che sarà ben difficile
riuscire a sistemare senza l'aumento delle tasse decretato
da Padoa Schioppa.
Ma ancor prima della approvazione del decreto Legge
è già pronto un nuovo aggravio per i
contribuenti nell'ambito del Piano Economico Finanziario.
Amedeo
Pavone