Chi non ricorda: "Il
Barbiere di Siviglia"; "Tancredi",
"L'Italiana in Algeri"; "La Gazza Ladra"
ed altre ancora? Tutte testimonianze di un'innata
vena lirica, dove domina il famoso crescendo rossiniano.
Rossini è un gigante
nella storia della musica . E' incredibile la sua
produzione operistica,e indimenticabili sono pure
i brani vocali e cameristici che compose in età
avanzata in quello che è stato chiamato il
suo periodo del "lungo silenzio". E' a Pesaro
che Gioacchino nacque il 29 febbraio 1792 da Giuseppe
Rossini e Anna Guidarini E' a Pesaro che Rossini formò
la sua personalità . Per la verità,
la famiglia paterna era originaria di Lugo, dove il
padre Giuseppe soprannominato " il Vivazza"
per il suo carattere gioviale faceva il pubblico "
trombetta" cioè il banditore.,prima di
trasferirsi nella vicina Pesaro. In città Giuseppe
Rossini associava al suo lavoro l'attività
di suonatore di corno nei teatri e nelle accademie
pubbliche e private e fu proprio lui a voler dare
al figlio i primi rudimenti musicali. Finchè,dopo
l'ingresso dei Francesi nel 1797 e il ritorno di Pesaro
sotto il governo pontificio, il padre del compositore
fu accusato di " giacobinismo" per aver
suonato nelle feste e negli spettacoli repubblicani
e fu arrestato. Gioacchino Rossini appena dodicenne
compose sei sonate e messe eseguite a Bologna e Ravenna.
Dopo questi primi successi, ricoprì il ruolo
di maestro di Clavicembalo al Teatro Comunale di Bologna.
Gioviale, con un pizzico d'ironia, il compositore
non perdeva occasione per dimostrare le propria qualità
e per tessere nuove amicizie in grado di migliorare
la propria carriera. Bisogna soffermarsi sul giovane
compositore per comprendere la sua genialità
e la volontà di cercare, ad ogni costo, novità
dirompenti nel mondo melodrammatico che, del resto,
dominava totalmente fra il XVIII e il XIX secolo.
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| Il Tempietto Rossiniano
è situato nel settecentesco Palazzo Olivieri
acquistato utilizzando parte dell’eredità
che Gioachino Rossini lasciò alla città
di Pesaro da lui nominata sua erede universale |
Chi non ricorda: "Il Barbiere di Siviglia";
"Tancredi", "L'Italiana in Algeri";
"La Gazza Ladra" ed altre ancora? Tutte
testimonianze di un'innata vena lirica, dove domina
il famoso crescendo. Un'innovazione che faceva leva
sulla psicologia e sull'emozione del pubblico presente.
Infatti, Rossini lavorava con attenzione alla psicologia
dei personaggi mettendo abilmente in rilievo vizi,
virtù, sotterfugi e tutto ciò che fa
parte dell'animo umano. Nel' 22, il maestro si sposò
con la capricciosa cantante Isabella Colbran - amante
dell'impresario di Rossini -impalmata in gran segreto
nella chiesa della Madonna del Pilar, a Castenaso,
a fianco della villa dove vissero per alcuni anni,
e dove lui scrisse Semiramide. Gli aneddoti che sottolineano
lo spirito caustico del compositore sono numerosi
e tutti piuttosto divertenti, ma il creatore de: "Il
Barbiere di Siviglia" ebbe anche momenti tristi.
"Narra" l'editore
Ricordi, che trovandosi il Rossini nel suo negozio
di musica in Milano, gli fu additato il maestro concertatore
Giacomo Panizza, famoso per i tagli spietati che soleva
fare in tutti gli spartiti. Appena udito quel nome,
il Rossini fece atto di riparare una certa parte del
corpo dicendo:"Mettiamoci in guardia!"
Nel 1831, infatti, il maestro iniziò a comporre
lo "Stabat Mater" per l'Arcidiacono di Siviglia,
però si ammalò ed attraversò
un grosso periodo di crisi. In quel periodo conobbe
l'austera Olympe Pélissier, che si prese cura
di lui, e se ne innamorò, perciò si
separò legalmente dalla Colbran. Siamo nel
1832 e il compositore appariva molto invecchiato:
stanco psicologicamente, in un periodo negativo di
inattività artistica, passava gran parte del
suo tempo nella casa bolognese in Strada Maggiore,
all'angolo con la Piazza San Michele (dove campeggia
la scritta "Non Dominus domo, sed domus Domino");
eppure anche in quel suo periodo di "silenzio"
riuscì ugualmente a
comporre
le famose e mitiche"Soirees Musicales" per
il salotto di casa sua , nobilitato dalla presenza
dei più importanti uomini di cultura della
città. Tantissime sono le cronache che narrano
nei giornali locali di Bologna queste serate e tale
era la sua fama che nel 1839 fu nominato consulente
onorario perpetuo proprio in quel Liceo che lo aveva
visto studente. Sono questi gli anni nei quali Rossini
capì quanto era famoso. Ed erano molti quelli
che tentarono di poter essere ammessi al suo cospetto
nella speranza di un aiuto oppure sognando di poter
collaborare con un uomo diventato ormai un mito. Nel
1868 dopo una breve agonia, il 13 novembre morì.
Con un funerale solenne il suo corpo viene tumulato
al cimitero di Père Lachaise accanto a Chopin
e Bellini. Per onorarlo Giuseppe Verdi si fece promotore
di una messa da requiem scritta da vari compositori
italiani e per la quale si riservò il Libera
me. Nel Maggio del 1887 la salma fu trasportata in
S. Croce a Firenze vicino a quelle di grandi artisti
italiani come Michelangelo, Machiavelli, Foscolo,
Alfieri, Galileo e Cherubini. Rossini fu un modernista
in assoluto., un dissacratore, in positivo, dei costumi
e dobbiamo a lui se la musica si è dismessa
i vecchi abiti per andare incontro all'attualità.
Adriano
Bassi