Quanto
stiamo per scrivere è certamente provocatorio.
Alla luce dei fatti, la provocazione è l'unica
forma che resta da utilizzare affinché la sanità
italiana possa uscire dai condizionamenti politici
ed essere un servizio a tutela della salute dei cittadini
e ritorni ad avere quell'eccellenza che aveva in passato,
affinché si parli sempre meno di malasanità.
La presenza di un Ministro di estrazione politica
a dirigere, pianificare, programmare nell'ambito scientifico,
senza alcuna preparazione specifica se non quella
dei maneggi politici con la rozza applicazione dello
spool system, senza alcuna valutazione della professionalità
e della preparazione di chi è responsabile
della vita dei cittadini è scandalosa, qualunque
sia la sua appartenenza politica. Vero è che
i Ministri provenienti dal settore sanitario non hanno
saputo dare una svolta organica e decisiva, durante
lo svolgimento del loro incarico, né nella
promulgazione delle leggi né nella formulazione
di normative interne per snellire gli iter burocratici,
né tantomeno hanno riorganizzato i doppioni
esistenti tra i dipartimenti in essere ed i vari istituti
esterni, ma collegati con il Ministero. Una cosa è
certa, la politica ha inquinato e reso anche il Ministero
della Sanità un centro di potere economico
e clientelare. Con questo, l'etica, la professionalità
e la preparazione degli addetti sono diventate un
optional. L'Ordine Nazionale dei Medici si limita
ad un servizio di segretariato, alla gestione delle
quote annuali, versate dagli iscritti, e quindi ad
una gestione ragionieristica. Mai un richiamo o una
sospensione per impreparazione di un iscritto, per
carenza di etica nei confronti dei pazienti, mai e
poi mai per scorrettezze o mobbing nei confronti dei
colleghi, mai un intervento contro tanti provvedimenti
anacronistici emanati dal Ministero della Sanità.
Per arginare la pressione politica è importante
che all'interno dell'Ordine venga costituito un comitato
etico con elementi esterni e di prestigio in grado,
se sollecitato, di valutare l'operato di ogni singolo
iscritto, ovviamente in riferimento a quanto, pur
non avendo rilevanza penale, sia tuttavia eticamente
scorretto. Questa è una via da percorrere per
ridare il carisma perduto all'Ordine e ridimensionare
l'interferenza politica che può essere tollerata
in tutti gli altri comparti sociali, nella sanità
NO. La salute è un bene prezioso per tutti
e non può essere una merce ideologica di scambio.
Genina
Iacobone