La pittrice
è soprattutto una grande inventrice di forme,
rese attraverso una visione chiara della composizione,
e una vibrazione fondamentale umana.
L'apprendistato
di Anna Maria Benedetti Porpora ha inizio nella fucina
di Brera, anzitutto nella Scuola degli Artefici poi
nella Libera Scuola del Nudo nobilmente diretta dal
Professor Massimo Zuppelli, insigne maestro del neorealismo
italiano. Questo per maggiormente significare come
la nostra pittrice abbia respirato non solo l'humus
accademico, ma abbia poi avvertito il senso di poter
liberamente proseguire un percorso in cui macchia
e segno, ma soprattutto macchia di colore, dessero
al nudo, al corpo rappresentato, la sostanza tutta
sua, incandescente, ardente, plasmabile, mettendo
in evidenza l'azione dinamica della sua rivelazione.

C'è di più, Anna Maria Benedetti Porpora
lavora quasi unicamente su fogli, su materiale cartaceo,
il quale ha la fortuna di assorbire segni e colori,
in modo direi splendido, nientaffatto subalterno ad
altri materiali, ma addirittura capace di rendersi
unico, per le vibrazioni dei pigmenti, per la proiezione
dello stile, per la sensibilità che ne avverte
alla luce e all'aria aperta. I lavori della Benedetti
sono quindi estremamente soggettivi, dimentichi di
tutto negli abissi del proprio gusto, e tensivi nel
risultato finale per porgersi a una bellezza che si
sostiene solidamente, che si impone in assoluto. Ne
viene fuori una unità magnifica di stile, di
visione salda, sicché la pittrice è
soprattutto una grande inventrice di forme, rese attraverso
una visione chiara della composizione, e una vibrazione
fondamentalmente umana.

L'intensità
di energia in questi nudi e in questi ritratti - penso
anche a una bella testa di cavallo - è tale
che diviene, nella gagliarda coesione, linea che preme
sulle forme, con una elaborazione penetrante, raffinata,
che si inebria della pura gioia delle cavità
e delle ombre. Per cui questi nudi e questi ritratti
tendono alla somiglianza e alla individuazione sia
pure ampliata concettualmente, la pittrice si costringe
a uscire dalla manifestazione libera per la creazione
salda e meditata sul tema dato, sul motivo esterno.
Nel nudo soprattutto di legge una tenace volontà
di uscire dal flusso della propria vita, dal ritmo
della propria vitalità, con una disciplina
severa e una pianificazione dell'ispirazione troppo
appassionata di elementi vissuti, che si porgono all'occhio
con un colore che sa di macchia pur con i suoi passaggi
di luci e di ombre. Basta guardarla questa luce diffusa
che ha la luce degli stati d'animo nei quali tutte
le forme esterne ci balzano avanti piene, carnali,
straordinariamente significanti. Anna Maria Benedetti
Porpora ha davanti a sé tutta una serie di
traguardi espositivi che la trovano coinvolta a breve
termine, ad iniziare da una stupenda personale all'interno
del progetto "il corpo dell'arte", un progetto
artistico internazionale che noi stessi abbiamo ideato
e diretto per il Club Conti di Milano, unitamente
alla partecipazione ad altre esposizioni in programma
con La Libera Scuola di Nudo di Brera.
Carlo
Franza