:: Arte
Anna Maria Benedetti Porpora
Carlo Franza

La pittrice è soprattutto una grande inventrice di forme, rese attraverso una visione chiara della composizione, e una vibrazione fondamentale umana.

L'apprendistato di Anna Maria Benedetti Porpora ha inizio nella fucina di Brera, anzitutto nella Scuola degli Artefici poi nella Libera Scuola del Nudo nobilmente diretta dal Professor Massimo Zuppelli, insigne maestro del neorealismo italiano. Questo per maggiormente significare come la nostra pittrice abbia respirato non solo l'humus accademico, ma abbia poi avvertito il senso di poter liberamente proseguire un percorso in cui macchia e segno, ma soprattutto macchia di colore, dessero al nudo, al corpo rappresentato, la sostanza tutta sua, incandescente, ardente, plasmabile, mettendo in evidenza l'azione dinamica della sua rivelazione.


C'è di più, Anna Maria Benedetti Porpora lavora quasi unicamente su fogli, su materiale cartaceo, il quale ha la fortuna di assorbire segni e colori, in modo direi splendido, nientaffatto subalterno ad altri materiali, ma addirittura capace di rendersi unico, per le vibrazioni dei pigmenti, per la proiezione dello stile, per la sensibilità che ne avverte alla luce e all'aria aperta. I lavori della Benedetti sono quindi estremamente soggettivi, dimentichi di tutto negli abissi del proprio gusto, e tensivi nel risultato finale per porgersi a una bellezza che si sostiene solidamente, che si impone in assoluto. Ne viene fuori una unità magnifica di stile, di visione salda, sicché la pittrice è soprattutto una grande inventrice di forme, rese attraverso una visione chiara della composizione, e una vibrazione fondamentalmente umana.

 

 

L'intensità di energia in questi nudi e in questi ritratti - penso anche a una bella testa di cavallo - è tale che diviene, nella gagliarda coesione, linea che preme sulle forme, con una elaborazione penetrante, raffinata, che si inebria della pura gioia delle cavità e delle ombre. Per cui questi nudi e questi ritratti tendono alla somiglianza e alla individuazione sia pure ampliata concettualmente, la pittrice si costringe a uscire dalla manifestazione libera per la creazione salda e meditata sul tema dato, sul motivo esterno. Nel nudo soprattutto di legge una tenace volontà di uscire dal flusso della propria vita, dal ritmo della propria vitalità, con una disciplina severa e una pianificazione dell'ispirazione troppo appassionata di elementi vissuti, che si porgono all'occhio con un colore che sa di macchia pur con i suoi passaggi di luci e di ombre. Basta guardarla questa luce diffusa che ha la luce degli stati d'animo nei quali tutte le forme esterne ci balzano avanti piene, carnali, straordinariamente significanti. Anna Maria Benedetti Porpora ha davanti a sé tutta una serie di traguardi espositivi che la trovano coinvolta a breve termine, ad iniziare da una stupenda personale all'interno del progetto "il corpo dell'arte", un progetto artistico internazionale che noi stessi abbiamo ideato e diretto per il Club Conti di Milano, unitamente alla partecipazione ad altre esposizioni in programma con La Libera Scuola di Nudo di Brera.

 

Carlo Franza

 

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