:: Archeologia
Alessandro Magno
Aristide Malnati

Giovanni Crisostomo domandava ai fedeli in un’omelia: “Ditemi, dove si trova il ‘séma’ di Alessandro?”.

Inizialmente gli archeologi transalpini hanno scavato la zona del quartiere di Gabbari, scoprendo almeno 5.000 loculi, quasi tutti di epoca cristiana. Ora si sono spostati nella parte più antica dell'immensa area cimiteriale, più ad occidente, e hanno fatto una scoperta eccezionale: con sicurezza hanno individuato il punto di congiunzione tra le due arterie principali di Alessandria; tra quella che la attraversava in direzione nord-sud dal Capo Lochias alla palude Mareotide e la via canopica (est-ovest), parallela alla costa. Ebbene le fonti storiche ci informano che il sovrano Tolemeo IV, alla fine del III sec. a. C., decise di spostare le spoglie di Alessandro il Macedone in un nuovo mausoleo, sito esattamente al punto di incrocio tra le due vie principali; e che in esso Tolemeo IV sistemò anche le mummie dei suoi tre predecessori, volendo in questo modo indicare ai visitatori la propria discendenza, che risaliva in linea diretta a Tolemeo I e dunque al condottiero macedone, di cui quest'ultimo fu compagno d'armi.

Busto di Alessandro Magno


Gli studiosi avrebbero, tra l'altro, identificato il motivo che ha scatenato la febbre alla base dell'astenia e della debolezza di Alessandro, risultategli poi letale nel 323 a. C. a soli 33 anni d'età. Sarebbe stata una forma malarica, la cosiddetta febbre del Nilo, periodicamente diffusa in tutto il Vicino Oriente da volatili nilotici (simili a corvi) durante le loro migrazioni. Dai sintomi descritti dai biografi sembra questa la ragione del decesso, che colpì con rapidità il sovrano a Babilonia, e non un veneficio da parte della moglie Roxane, che mai aveva digerito il rapporto ambiguo del consorte con l'amato Efestione, a sua volta mancato poco prima. Faraonici furono i funerali in Persia e faraonico fu il carro che trasportò la salma regia in Egitto, Paese, che l'aveva divinizzato e che ora lo accoglieva per l'eterno riposo. Una tomba spettacolare fu edificata e rimase ad esempio di tanta grandiosa maestà fino alla sepoltura definitiva, fatta innalzare, come anticipato, da Tolemeo IV più di 100 anni dopo. Come si presentava questo imponente monumento funerario? Mistero. Gli storici dell'epoca non lo descrivono e sembrano scaramanticamente ignorarlo; si tramandano solo dicerie scandalistiche, sorta di gossip dell'antichità, che tuttavia bastano a lasciar intuire l'importanza che la tomba di Alessandro rivestì nei secoli. Si può ricordare a tal proposito l'illazione - forse con una base di verità, ma sicuramente esagerata ad arte dalla propaganda contro la casa reale dei Tolemei, a lungo sovrana in Egitto (fino a Cleopatra) - per cui Tolemeo X (I sec. a. C.), a corto di denaro, avrebbe dato ordine di fondere il sarcofago del sovrano macedone e di rimpiazzarlo con un altro di vetro.

"Siamo a due passi dalla scoperta del secolo! Nel giro di poco tempo potremmo trovare i resti della tomba di Alessandro Magno!". E' categorico Jean Yves Empereur, Direttore del Centre d'études alexandrines, impegnato nello scavo sistematico dell'immensa necropoli dell'antica Alessandria d'Egitto, che, allestita all'inizio del periodo ellenistico (attorno al 300 a. C.), è stata utilizzata fino ai primi secoli della cristianità e dunque conserva migliaia di sepolture.


Al di là di sporadici e oltraggiosi cambiamenti, le cui tracce sono offuscate dall'oblio dei secoli, la tomba di Alessandro, il famoso "séma", si conservò per secoli, fino all'epoca romana inoltrata; e fu meta di continuo pellegrinaggio, anche da parte di importanti personaggi dell'Urbe (da Cesare a Caracalla), che a lui si ispiravano. Poi Alessandria sembrò essere colpita da amnesia e ignorare l'esatta ubicazione del simbolo stesso della propria origine. La sepoltura del Grande re, del discendente dei faraoni non fu più rintracciabile, provocando in qualche modo l'uscita dalla storia Alessandro e il suo ingresso nella leggenda, nel mondo imperituro del mito. Le tracce del Mausoleo si perdono a partire dal periodo cristiano (forse per propaganda, più probabilmente perché mangiato dall'urbanizzazione selvaggia), tanto che attorno al 400 San Giovanni Crisostomo domandava ai fedeli in un'omelia: "Ditemi, dove si trova il 'séma' di Alessandro?". Nei secoli appena trascorsi, con lo sviluppo della moderna indagine archeologica, prima l'astronomo egiziano Mahmud el-Falaki (1860) e poi l'archeologo italiano Achille Adriani (1960) credettero di aver individuato la tomba più importante della storia sulla base di testimonianze antiche e di dotte ricerche: i loro scavi tuttavia non portarono a niente.




Per trovare la tomba di Alessandro si tratta di procedere quanto prima allo scavo; bisogna smantellare edifici moderni e, sopratutto, mettere a soqquadro un’intera area cimiteriale, violando l’eterno riposo di migliaglia di morti Ma forse il gioco vale la candela!



In particolare lo studioso italiano era convinto di ravvisare i resti della preziosa sepoltura in una tomba ipogea (vale a dire, scavata nella terra, sotto il piano calpestato), di cui rimaneva ancora l'anticamera in alabastro. La struttura, per quanto imponente e forse degna di un re, rivelò comunque una funzione diversa: gli scavi dei francesi, condotti nel 1992 nell'habitat archeologico attorno ad essa, permisero di comprendere che si trattava di una tomba del tutto diversa dal cenotafio fatto erigere da Tolemeo IV. Si era punto a capo; si era ancora lontani dal colpo del secolo. Arriviamo così all'odierna indagine degli archeologi, che, dopo anni di inesausta perlustrazione negli intricati meandri delle necropoli sotterranee alessandrine, sembrano giunti all'individuazione del punto cruciale. Empereur è convinto di aver posizionato sulle sue planimetrie topografiche, che mettono a confronto antiche descrizioni geografiche e moderni dati archeologici, il sito effettivo del monumento. Si tratta allora di procedere quanto prima allo scavo; tale operazione pone un problema non da poco: bisogna smantellare edifici moderni e, soprattutto, mettere a soqquadro un'intera area cimiteriale, violando l'eterno riposo di migliaia di morti (è un aspetto, a cui in Egitto sono assai sensibili). Ma forse il gioco vale la candela!


Aristide Malnati

:: Archivio
 
:: Primo Piano
  Editoriale
Genina Iacobone
Informatica Medica
Dati, Informazioni e basi di dati per la Medicina e la Sanità
Francesco Pinciroli
Stefano Bonacina
Terapia del dolore
La scoperta del sistema endocannabinoide
Rosanna Cerbo
Nuove discipline
Dall'approccio riduzionistico a quello olistico nello studio dei sistemi biologici: la metabolimica
Filippo Conti
Comunicato stampa
Politica Sanitaria
La Cina è vicina
Amedeo Pavone
Palestra universitaria
La Formazione in Sanità
Leva strategica per lo sviluppo
Clementina Fittante

Bioeconomia
Aereoporto di Firenze S.p.A.
Un insuccesso annunciato

Cremonini S.p.A.
Una crescita fondata sui debiti

Mondo TV S.p.A.
Cartoni "agitati"

Risiko
Banche in movimento

Evasione culturali
Henry de Monfreid
Stenio Solinas

Archeologia
Alessandro Magno
Aristide Malnati

Teatro
Teatro e poesia del dissenso di Evtushenko
Franco Manzoni

Arte
Anna Maria Benedetti Porpora
Carlo Franza