:: Bioetica
La Formazione in Sanità - Leva strategica per lo sviluppo
Clementina Fittante

1. Riassunto dell’evoluzione normativa della formazione in sanità
L'O.M.S. ha individuato nella Formazione e nell'aggiornamento uno degli strumenti fondamentali per il perseguimento della Salute del cittadino. Esse costituiscono una leva strategica che mira a migliorare le competenze dei professionisti sanitari per il raggiungimento degli obiettivi di Salute. Le indicazioni normative attuali e la necessaria razionalizzazione delle risorse hanno portato rilevanti modifiche nell'ambito organizzativo delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. La Formazione in questo contesto è un'attività che coinvolge gli individui collocati in una organizzazione, contribuendo al loro sviluppo professionale, all'acquisizione di nuove conoscenze e capacità personali da applicare per raggiungere e gestire maggiori spazi di autonomia, utili a favorire la cultura aziendale e, con questo, sviluppare il senso di appartenenza all'Azienda. Al centro del concetto della Formazione Continua vi è il cittadino con i suoi bisogni sanitari e le sue aspettative. Il D.Lg.vo n. 229/99 ha introdotto l'obbligo per tutti gli operatori sanitari di partecipare a processi di Formazione Continua. L'obiettivo primario è quello di concorrere a promuovere l'efficacia, l'appropriatezza, la sicurezza e l'efficienza dell'assistenza prestata dal S.S.N. Ancora prima, è stato il D.Lg.vo n. 502/92 e smi, agli articoli dal 16 al 16 sexies, ad intervenire in materia di Formazione Continua, definendone la finalità, i soggetti coinvolti e le modalità di attuazione. Nello stesso d.lgs. l'art. 16 ter,, comma 3, ha demandato alle Regioni la programmazione e l'organizzazione dei programmi regionali per la Formazione Continua, mediante appropriate forme di partecipazione degli Ordini e dei Collegi Professionali. Questi ultimi devono concorrere all'individuazione degli obiettivi formativi di interesse nazionale e quelli di specifico interesse regionale. Nel Dicembre 2001, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, sono stati definiti gli obiettivi di Formazione Continua di interesse nazionale per il quinquennio 2002-2006 e, quindi, ribadito il ruolo delle Regioni, in coerenza con gli indirizzi nazionali e la promozione del sistema per la Formazione Continua. La legge costituzionale n. 3/2001, modificativa del titolo V della Costituzione, ha prodotto un cambiamento significativo nel contesto istituzionale in cui si sviluppa il processo dell'ECM. Questi aspetti, infatti, sono diventati materia di pertinenza delle Regioni, seppur con l'obbligo del cd comune indirizzo. Sono state riviste le modalità per prendere le decisioni ed è stata riconosciuta la Conferenza Stato-Regione, quale sede appropriata per adottare accordi vincolanti per tutti gli attori. Il 20 Dicembre 2001 è stato firmato il primo accordo nazionale sull' ECM, propedeutico all'avvio del sistema. In esso sono state rimesse alle Regioni le funzioni di promozione del sistema di garanzia della qualità ed, esplicitamente, dei progetti formativi.

 

La funzione formazione, quindi, va collocata in posizione di staff alla Direzione Strategica Aziendale in modo da garantire l’integrazione con tutte le Aree Dipartimentali e Distrettuali delle Aziende.

 

2. Il modello organizzativo della formazione nelle aziende sanitarie e ospedaliere
In tale contesto la Formazione rappresenta una risorsa fondamentale per migliorare i processi Aziendali che determinano le prestazioni da erogare.
Gli obiettivi aziendali sono necessari per la definizione delle scelte formative, sia per lo sviluppo di nuove attività o servizi che per intraprendere azioni di miglioramento. Conseguentemente, si è reso necessaria la condivisione dell'azione formativa da parte della Direzione Strategica .
La funzione formazione, quindi, va collocata in posizione di staff alla Direzione Strategica Aziendale in modo da garantire l'integrazione con tutte le Aree Dipartimentali e Distrettuali delle Aziende. Un attribuzione utile a garantire lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane, con il mandato di offrire opportunità di sviluppo a tutto il Personale Dipendente e Convenzionato, per l'acquisizione di livelli più elevati di competenze, indispensabili per migliorare la qualità delle prestazioni. Tale collocazione è importante e opportuna:


Alla struttura centrale della formazione il compito, dunque, di elaborare programmi annuali e pluriennali di formazione interna, coerenti con gli obiettivi aziendali, gli indirizzi nazionali e regionali e con le risorse economiche finalizzate a tale scopo. Alla rete dei referenti della Formazione, che svolgono la funzione di committenza delle Aree Dipartimentali e Distrettuali dell'Azienda, l'onere della definizione dei programmi. Questi devono assicurare l'aderenza delle proposte di formazione ai reali bisogni della popolazione, la buona qualità della progettazione, un'accurata valutazione dei risultati sul posto di lavoro e, quindi, predisporre studi di valutazione d'impatto delle iniziative formative nell'ambito operativo di loro pertinenza. Essi hanno il compito,altresì, di garantire l'informazione e la partecipazione al ciclo di gestione (analisi del fabbisogno, progettazione, gestione, valutazione) dei processi di formazione svolgendo le seguenti attività (vedi tabella 1). Ai referenti, scelti dai direttori di dipartimento e distretto su mandato della Direzione Strategica Aziendale, va assicurato il necessario riconoscimento formale per adempiere alle funzioni sopra indicate, tenendo conto dei seguenti requisiti: capacità di leadership, corsi frequentati sulle tematiche della qualità, formazione, partecipazione alle attività dell'Unità Operativa, capacità di gestione efficace dei gruppi e forte motivazione. E' ovvio che requisiti e capacità devono essere sviluppati adeguatamente con percorsi formativi specifici, tali da accrescere la motivazione e da incontri periodici di aggiornamento per rafforzarne le competenze.

3. Lo strumento: il piano di formazione
La programmazione e gestione del Piano di Formazione si forma sulla base di un'analisi del fabbisogno formativo espresso dagli operatori attraverso la rete dei referenti della formazione. Il Piano annuale formativo è il principale strumento di programmazione delle attività formative delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere. Esso deve essere previsto annualmente, collegato alle strategie aziendali, elaborato sulla base di obiettivi formativi nazionali e regionali, delle indicazioni di priorità del SSN e dell'analisi dei bisogni formativi condotta a livello locale. La scelta dell'azione formativa deriva da un'attenta analisi delle possibilità di miglioramento dei Servizi da realizzare e deve essere verificata in termini di risultato sul miglioramento preventivato e ottenuto. Gli obiettivi aziendali diventano vincolanti per le scelte formative, sia che si tratti di sviluppo di nuovi Servizi, sia per attivare azioni di miglioramento. Il Piano è lo strumento che può permettere il monitoraggio della coerenza delle attività con le necessità dell'organizzazione e della copertura degli stessi bisogni formativi. Esso deve agire sulla cultura organizzativa, sul ruolo delle persone e sul loro sapere professionale. Per definire un piano di formazione aziendale è necessario avere chiari i riferimenti, la metodologia da adottare e la valutazione di efficacia. I più attuali riferimenti espliciti sono gli obiettivi nazionali per l'ECM apportati dalla Conferenza Stato-Regione nell'accordo del dicembre 2001, gli obiettivi regionali e le relative proposte aziendali. Per fare l'analisi dei bisogni di formazione, è necessario innanzitutto conoscere bene il progetto politico (mission , vision), la variazione della domanda di Salute, lo sviluppo della ricerca scientifica e della tecnologia, la dinamicità dell'organizzazione aziendale, la qualità dell' assistenza, la crescente interdipendenza richiesta tra le varie strutture delle Aziende e i cambiamenti organizzativi programmati. Gli altri bisogni non trascurabili sono quelli dei professionisti , con le loro competenze tecniche, le relazioni, la cultura, la motivazione, ma soprattutto i progetti e le loro aspettative professionali.

 



4.Valutazione della formazione

Le domande essenziali per fare la valutazione delle attività formative nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere sono:
-Vi è stato un cambiamento? Ed è avvenuto nella direzione desiderata e progettata?
-Quanto è stato efficace il corso in rapporto alla realizzazione degli obiettivi di cambiamento perseguiti?
Da queste domande ci si rende conto di quanto la valutazione della formazione sia un processo debole, il cui carattere di precarietà è legato alla natura del Servizio e all'innaturalità dei suoi imput e dei suoi out-put. La qualità della formazione può essere concepita come potenziamento delle conoscenze e competenze individuali, e questa si misura a fine corso, al di fuori del sistema produttivo, attraverso test di verifica o altri sistemi di valutazione. Questo tipo di verifica corrisponde alla comprensione di come i partecipanti hanno percepito l'azione formativa, se hanno gradito l'esperienza e l'hanno giudicata utile. L'altro livello considera il trasferimento dei contenuti della formazione sul posto di lavoro. I sistemi utilizzati per verificare se il corso di formazione ha generato nei partecipanti nuove competenze e attitudini, sono i focus group e le interviste. Questo livello valuta l'efficienza della formazione come risultato dei cambiamenti nel comportamento sul posto di lavoro degli operatori soggetti alle attività formative. Diverse sono state le teorie che hanno elaborato modelli di analisi per valutare gli esiti dei percorsi formativi, definendo metodologie e indicatori da utilizzare.
Non è questa la sede per spiegare gli approcci, si può però affermare che l'attività di formazione deve essere contestualizzata come una delle variabili di un più generale processo di cambiamento migliorativo dei risultati aziendali. L'elemento centrale di questa strategia è l'uomo non isolato, ma l'insieme delle risorse umane e i rapporti che esse instaurano tra di loro nel contesto lavorativo. La formazione, così contestualizzata, è rappresentata da risultati aziendali e dal destinatario della strategia del cambiamento, cioè l'Azienda intesa come l'insieme di risorse integrali per produrre risultati comuni. Il processo del cambiamento migliorativo e delle performance aziendali coinvolge più fattori concettualmente diversi, ma strettamente collegati tra loro. Fare la formazione nelle aziende permette di intervenire su tutti i processi che coinvolgono le risorse umane nella produzione dei servizi. Con i percorsi formativi pianificati attraverso un'accurata analisi dei fabbisogni di formazione, si può decidere sui processi produttivi organizzativi, informativi, comunicativi e sui processi di apprendimento e addestramento alle nuove sfide della sanità. Per produrre il cambiamento nelle organizzazioni, si deve intervenire su tutti i processi. La visione deve essere quindi globale, capace di coinvolgere tutte le variabili che incidono sui risultati (risorse umane, motivazione, contesto-clima aziendale) al fine di creare le condizioni per l'assunzione di risultati comuni da parte di tutte le componenti aziendali.

5. Prospettive future
Nel 2006 molte questioni sono ancora aperte sul tema della formazione. Se, da una parte, la normativa di riferimento ha negli ultimi anni favorito lo sviluppo degli interventi formativi per le professioni sanitarie, dall'altra, gli interessi economici che si sono creati attorno all'organizzazione di eventi formativi, rischiano di fare perdere il ruolo strategico della formazione.
A tutt'oggi, nonostante l'emanazione di atti formali, molte Regioni non sono state in grado di realizzare concretamente il Sistema Regionale dell'Educazione Continua in Medicina, e alcune Regioni che lo hanno creato, non hanno tenuto conto delle linee guida nazionali di comune indirizzo, forse per la loro difficoltà operativa. Nell'ultima Intesa della Conferenza Stato-Regione del 2e Marzo 2005 è stata formulata la proposta di un Centro Nazionale per l'ECM, un organismo centralizzato a carattere tecnico e politico. E’ importante sottolineare che i contratti collettivi nazionali di lavoro degli operatori del S.S.N. dell'area del comparto, dell'area della dirigenza e di quello dei Medici di Medicina Generale e Specialisti ambulatoriali, prevedono l'obbligo della Formazione per gli operatori, e per le Aziende il dovere di creare le condizioni per la loro partecipazione attivando gli uffici formazione e favorendo l'integrazione dei programmi di formazione. L'attenzione nell'immediato futuro, da parte degli addetti ai lavori, si deve concentrare sulla possibilità di implementare la formazione continua obbligatoria nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere - realizzando specifiche strutture dedicate alla formazione in staff alla Direzione Strategica Aziendale, favorendo metodologie di trasferimento degli apprendimenti dall'aula al posto di lavoro - e di sviluppare processi di formazione continua coerenti e utili al miglioramento dell'assistenza e delle prestazioni erogate. Le innovazioni del sistema sanitario in continua evoluzione richiedono la necessità di sviluppare capacità e programmi di formazioni in grado di verificare l'efficacia clinica, le implicazioni organizzative e l'appropriatezza d'uso delle tecnologie e delle prestazioni.Riferimento dell'azione formativa, non è né l'allievo né il professionista, ma il soggetto inteso nella sua globalità, con l'obiettivo della piena realizzazione dello stesso. L'elemento che caratterizza la situazione di formazione è la rivisitazione del proprio modo d'essere e di operare, finalizzato allo sviluppo della conoscenza e consapevolezza dei propri meccanismi interni con rapporto a sé, agli altri e alle situazioni. Viene da sé che la metodologia coerente sarà quella dei metodi definiti "attivi", il cui presupposto teorico è rappresentato dall'apprendimento effettivo, dall'apprendimento dell'esperienza. In questa prospettiva apprendere significa, più che acquisire o memorizzare elementi cognitivi nuovi, sviluppare capacità.
L’obiettivo da raggiungere nella formazione continua è:

 

 

Il cambiamento deve riguardare un nuovo sapere, un nuovo modo di operare, lo sviluppo di nuovi atteggiamenti in relazione allo stile e alla pratica professionale, all'organizzazione del servizio e al rapporto con l'utenza In questa prospettiva la formazione continua (ECM) assume una dimensione sistemica, dinamica, in grado di affrontare le importanti sfide dell'organizzazione della Salute.

 

Dott.Clementina Fittante
Master di II livello in "Diritto e Management Sanitario"
Dipartimento Scienze Giuridiche
Università della Calabria

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