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La scoperta del sistema endocannabinoide

Rosanna Cerbo

L'efficacia analgesica dei cannabinoidi è maggiore nel dolore neuropatico che in quello nocicettivo, nel dolore cronico rispetto all'acuto e presenta azione sinergica con gli oppioidi. Diverse sono le evidenze sperimentali che indicano che l'uso combinato di morfina e cannabinoidi può offrire vantaggi nella terapia del dolore severo oncologico, in particolare in quello resistente agli oppioidi. L'interazione morfina-THC è sinergica, cioè l'effetto prodotto è maggiore della somma degli effetti provocati dai singoli farmaci (Cichewitz et al 2004). Fig 4

 


L'effetto analgesico della morfina o della codeina è potenziato dall'associazione con THC a dosi di per sé inefficaci e anche l'effetto analgesico di altri oppiacei? è potenziato dal THC (Cichewitz et al 1999). Dati indicano che anche la morfina potenzia l'analgesia da THC. Sia il naloxone che il composto SR141716A (antagonista dei recettori CB1 cannabici) bloccano l'effetto analgesico dell'associazione. La reciproca capacità di liberare endocannabinoidi o oppioidi endogeni potrebbe giustificare il potenziamento d'azione dei due sistemi.
I promettenti risultati ottenuti con gli animali da laboratorio sia dopo trattamento acuto che cronico costituiscono un approccio promettente per la terapia del dolore. Infatti il sinergismo tra morfina e TCH permette di associare basse dosi dei due farmaci così riducendo i loro effetti collaterali e di rallentare lo sviluppo della tolleranza alla morfina. Inoltre l'utilizzo di associazioni ben titolate di oppioidi e cannabinodi potrebbe migliorare la qualità della terapia del dolore oncologico, poiché oltre che aumentare la potenza dell'effetto analgesico, è possibile ridurre i sintomi della emesi e della anoressia. Infatti i problemi difficilmente risolvibili nella terapia palliativa sono diversi: anoressia, perdita di peso, cachessia, nausea e vomito, dolore moderato - severo, ansia, depressione ed i cannabinoidi rappresentano, al momento, l'unico farmaco che sia efficace nel ridurre la maggior parte di questi sintomi. E un singolo trattamento che aumenta l'appetito, diminuisce nausea e vomito, migliora il dolore e l'umore, può essere un potenziale e utile strumento nella medicina palliativa. Fig.5

 

Per quanto riguarda gli effetti collaterali dell'uso cronico di queste sostanze, sicuramente significativi quali compromissioni immunologiche, dipendenza in gruppi "ad alto rischio", è importante ricordare che l'aspettativa di vita dei pazienti che potrebbero ricevere terapia con cannabinoidi e morfina è purtroppo molto breve: qualche settimana o mesi. Infine è da ricordare che gli effetti della cannabis sull'umore, sul sonno e sullo stress sono aspetti importanti che dovrebbero essere considerati nei trial clinici. Infatti l'euforia viene spesso descritta come "effetto collaterale da cannabinoidi". É realmente un'"esperienza spiacevole", nei malati terminali? Esistono peraltro ancora troppi pochi dati nell'uomo sull'efficacia terapeutica dell'associazione morfina-cannabinodi nel dolore severo oncologico (Naef et al 2003) ( Gw Webside 2005). Fig 6 In Italia si sta preparando uno studio multicentrico internazionale che coinvolge Az. Policlinico Umberto I, Università di Roma La Sapienza (prof. R.Cerbo, C. Cartoni, E. Cortesi, C. Reale e L. Frati), Azienda Sanitaria Ospedaliera Molinette, San Giovanni Battista (Prof. A.Mussa e E. Torta), Beth Israel Medical Center NY (prof. M. Pappagallo). E' uno studio randomizzato, multicentrico, della durata di 4 settimane (28 giorni) con una popolazione di 270 pazienti, il cui obiettivo primario è la valutazione dell'efficacia analgesica del THC in terapia adiuvante con gli oppioidi rispetto alla sola terapia con gli oppioidi. Inoltre sarà valutato il miglioramento della qualità di vita (riduzione della disabilità, dei sintomi ansiosi e depressivi e del comportamento di malattia, attenzione all'incremento dell'appetito) e la riduzione della nausea e vomito nei diversi gruppi. I farmaci in studio sono il THC:CBD Morfina solfato per os (20-60 mg).

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