Situazione legislativa sull'uso
dei cannabinoidi in medicina
L'industria farmaceutica ha prodotto negli ultimi
anni differenti cannabinoidi sintetici, alcuni dei
quali sono stati registrati per uso terapeutico e
commercializzati in diversi paesi. In particolare
vanno citati il dronabinol in commercio in Germania,
Olanda e negli USA prodotto dalla Solvay Pharmaceuticals,
Inc. ed il nabilone, con proprietà farmacologiche
simili al THC ed in commercio in Gran Bretagna, Canada
e Germania, Belgio, Olanda, Svizzera, Israele e Sudafrica,
prodotto dalla Cambridge Laboratories Ltd, UK. Entrambi
i prodotti sono approvati per il trattamento della
nausea e del vomito nelle chemioterapie antitumorali
e nell'anoressia in malati di AIDS. Il dronabinol
è disponibile anche nell'Unione Europea come
farmaco generico. Recentemente si sono aggiunte due
specialità medicinali a base di infiorescenze
di Cannabis Sativa, disponibili dal 1 settembre 2003
nelle farmacie olandesi. In Canada, Gran Bretagna
e più di recente negli USA è invece
stato approvata la vendita del THC: CBD per il trattamento
del dolore nei pazienti con SM. In Canada, unico paese
al mondo, dal 2001 è consentito fare uso, possedere
e coltivare marijuana per scopi medici. Tali pratiche
sono disciplinate da Marihuana Medical Access Regulations
per pazienti oncologici o affetti da sclerosi multipla,
malati di AIDS, epilettici, malati terminali. Dal
23 ottobre 2004 il governo ha ammesso la distribuzione
della marijuana medica attraverso la rete delle farmacie.
Attualmente, circa 800 pazienti canadesi sono autorizzati
a fare uso e a possedere marijuana per scopo medico.
In Italia l'uso medico dei derivati della cannabis
è molto difficoltoso poiché non esistono
fonti legali di approvvigionamento e non esistono
sul mercato italiano prodotti a base di Cannabis e
derivati. Invece è possibile importare legalmente
dall'estero questi prodotti, in particolare da altri
paesi dell'U.E., naturalmente su prescrizione medica
(art. 2 del D.M. 11/02/1997 che riguarda l'importazione
di specialità medicinali registrate all'estero).
Nel recentissimo DL (marzo 2006) la Cannabis ed i
suoi derivati sono stati inclusi nella tabella
I, dove trovano posto quelle sostanze che
non trovano nessun impiego terapeutico e che, quindi,
non possono essere prescritte. L'ex ministro Storace
ha emesso un decreto che permetteva, per i 90 giorni
successivi, di utilizzare le norme della vecchia legislazione.
Tuttavia la procedura è molto complessa e richiede
l'autorizzazione del Ministero della Salute - Ufficio
Centrale Stupefacenti, l'intervento della farmacia
ospedaliera o altra farmacia della ASL territoriale
di competenza, o l'intervento del magistrato. Va rilevato
che tale procedura, per la sua complessità,
si è ripetutamente rivelata una sorta di "percorso
ad ostacoli", fonte di intoppi burocratici, disguidi,
ritardi, che espongono i pazienti che la utilizzano
a grandi disagi, mettendo spesso in discussione la
possibilità di effettuare con continuità
la terapia.

Prof. Rosanna Cerbo
Neurologist and Psychiatrist;
Professor of Neurology, 1st School of Medicine and
Surgery, La Sapienza University, Rome, Italy