
a
cura
di Laura Caradonna |
Rileggiamo questa pagina di politica
sanitaria scritta con tono leggero e quanto mai attuale
dall'illustre Paolo Mantegazza nel suo Almanacco della
Salute del 1897. Nel corso dell'Ottocento questi opuscoli,
detti anche lunari, cominciarono a trasformarsi da
guide al lavoro nei campi e alla vita domestica anche
in espliciti mezzi di istruzione popolare e di divulgazione.
Con uno stile ben dosato di satira il grande medico
invita a riflettere sui danni dell'eccessiva intrusione
della politica nel progresso della Sanità in
Italia e si indigna per la soppressioe della Direzione
di Sanità fondata da Crispi consolidata da
Nicotera e Giolitti e difesa dal Prof. Bizzozzero
davanti al Senato nell’oramai lontano 15 giugno
del 1896. Che dire nel 2007? “Mutata mutandis”

La politica ha ucciso la Direzione Sanitaria del
Regno. La politica ha rimandato alla sua cattedra
il Direttore. Con questi due omicidi l'igiene pubblica
ha fatto un passo addietro. Al Ministro dell'interno
abbiam scritta una lettera calma e serena, nella quale
gli mostravamo i pericoli o e danni della soppressione
della Direzione di Sanità. Quella lettera non
ebbe risposta. Abbiamo scritto un'altra lettera sdegnosa,
che doveva rimanere nel circolo fido degli amici.
Portata imprudentemente in pubblico ebbe l'onore di
muovere a formidabile ira il Presidente del Senato
e quasi quasi riusciva a cancellare per sempre il
nostro nome dall'augusto consesso. Che però
le nostre parole rispondessero al consenso dei più
ed esprimessero un sentimento di mille e mille, lo
provano i centro telegrammi e lettere dì congratulazioni
ricevuti da ogni parte d'Italia da persone a me sconosciute,
da conoscenti, da amici. Non avevamo scritto per essese
applauditi né per essere fischiati e quindi
gli urli degli uni e gli applausi degli altri ci lasciarono
sereni e tranquilli, come lo eravamo nella nostra
coscienza. In Senato l'illustre professore Bizzozero,
un giorno mio discepolo, oggi maestro mio e di tutti,
difendeva la Direzione di Sanità, tenendosi
lontano dalla polemica settaria e parlando più
coi fatti che colle parole; ma anche i suoi due discorsi
valsero a nulla. La sentenza di morte era stata firmata,
là dove si puote ciò che si vuole; e
la sentenza fu eseguita. Non possiamo però
tacere anche in questo almanacco, che destinato ai
profani, deve anche ad essi far sentire l'eco della
verità lontana. Ecco i fatti, come li ricordo
dinanzi al Senato il Bizzozero. Intorno alla Direzione
di Sanità come intorno ad un albero robusto
e fecondo sorsero molti rampolli di piante minori,
che lasciate vivere avrebbero formato foresta.

Tali furono la Scuola pratica d'igiene, i Laboratori
scientifici, la Stazione meteorica e geotermica, e
l'Istituto vaccinogeno governativo. Quali risultati
abbia avuto questo Istituto lo dicono queste cifre.
Dal 1° dicembre 1888 al 31 maggio 1896 esso fornì
il materiale occorrente per vaccinare con ottimo risultato
16 831 024 individui quale vantaggio pecuniario ne
sia derivato appare da questo, che mentre il solo
esercito spendeva per la vaccinazione circa 20 000
lire all'anno, ora ne spende meno di 3000; e mentre
prima le province per l'acquisto di vaccino spendevano
271 000 lire all'anno, ora si provvede a quasi tutto
il paese con una somma, che, tutto compreso, si aggira
intorno alle 40 000 lire. I medici provinciali istituiti
per la prima volta dimostrarono ben presto la utilità
della loro ustituzione. Studiarono deligentemente
la zona di territorio loro assegnata e non pochi pubblicarono
intorno al suo stato sanitario delle relazioni, che
sono un materiale prezioso per la geografia medica
d'Italia e che sono e saranno il fondamento indispensabile
per miglioramenti igienici, che a poco a poco, in
relazione coi mezzi disponibili, vi si dovranno attivare.
Essi, inoltre, mantennero viva l'attenzione dei comuni
sull'utilità sia umanitaria che economica di
tali miglioramenti, e diedero infine un efficace impulso
all'azione degli ufficiali sanitari, sorreggendoli
della loro autorità, e guidandoli colla loro
esperienza. Ancora è da notare che un miglioramento
negli ufficiali sanitari si ottenne con questo, che,
essendo a tal ufficio per legge preferito chi ha fatto
studi speciali d'igiene, molti medici che, durante
il tirocinio universitario, avevano avuto, a questo
riguardo, un insegnamento insufficiente, parteciparono
volonterosi, con loro non poco disagio e non lieve
spesa, a speciali corsi d'igiene, che per essi vennero
istituiti in parecchie Università del Regno
(1). (1) Discorso del senatore G. Bizzozero pronunziato
in Senato nelle tornate del 15 e 16 giugno 1896.

La Direzione di Sanità fu fondata da Crispi,
fu confermata, consolidata e difesa dai suoi successori,
Nicotera e Giolitti. Ecco il suo grande peccato! Quali
risultati abbia dato (diceva il Bizzozero) può
esser detto i forma sintetica da due cifre, che condensano
in sé la risultante delle mille forme di vita
della popolazione italiana. La mortalità media
del Regno, che nel 1886, cioè nell'anno precedente
all'impianto della Direzione di Sanità, era
stata di quasi 29 per 1000 (28.91) scese gradatamente
negli anni successivi, sì che nel 1894 non
toccò il 25 per 1000. Il che vuol dire, che
a circostanze pari, nel 1894 morirono all'incirca
100000 persone di meno che nel 1886. E siccome ad
ogni persona che muore corrispondono almeno 20 persone,
che ammalatesi guariscono e una malattia dura in media
una ventina di giorni, così ai 100 000 morti
di meno corrispondono almeno 2 000 000 di malattie
risparmiate e 40 000 000 di giorni di lavoro guadagnati
dalla popolazione italiana. Lazzaro, Lazzaro, risorgi!
E qui mi appello a tutti quelli, che senz'essere uomini
politici né clericali né framassoni,
amano la patria e la vorrebbero grande, onesta e sana.
Cerchino in una biblioteca o presso qualche medico
loro amico le due ultime relazioni del Pagliani e
che sono come il diario, il bilancio della soppressa
Direzione in Sanità. Circa i fatti principali
riguardanti l'igiene e la sanità pubblica nel
Regno nel secondo semestre dell'anno 1895. Idem, idem,
nel primo semestre dell'anno 1896. E mi dicano se
io e il Bizzozero non avevamo ragione di difendere
la pubblica igiene e la verità contro…contro
chi? Contro la tirannia dei nostri giorni, contro
la politica. Ricaviamo dalla seconda di quelle relazioni
alcuni dati eloquenti. In questo semestre i laboratori
scientifici della Direzione di Sanità analizzarono
più di cinquanta campioni di acque potabili
mandate dai Comuni e dal altre amministrazioni dello
Stato. Con 14 gennaio del 94 è scaduto il termine
per la presentazione delle domande dei Comuni, che
intendevano di profittare delle condizioni speciali
contenute nella legge sul risanamento di Napoli. Queste
domande salirono alla considerevole cifra di oltre
130, che furono accolte per la massima parte. Nella
Scuola di perfezionamento nell'igiene pubblica furono
ammessi al corso nel 96, 57 medici e chirurghi, 8
veterinari, 10 chimici e 4 ingegneri. Nel secondo
semestre del 95 furono constatate queste contravvenzioni;
constatazioni, le quali dimostrano come nei Comuni
il servizio di vigilanza igienico si vada sempre meglio
affermando, nonostante le gravi difficoltà,
che incontra: Per l'esercizio abusivo della medicina
e chirurgia La Direzione di Sanità diede il
suo parere al Ministero di grazia e giustizia sopra
più di 130 istanze di grazia per condono e
diminuzione di pene riportate per contravvenzione
alle disposizioni della legge sulla sanità
pubblica. E questo non è che una piccola parte
di quanto si faceva e s'è fatto dalla Direzione
di Sanità. Ed ora, dopo nove anni di vita,
ricominciamo da capo!
Laura
Caradonna