Oltre
ai cambiamenti specifici della sfera sessuale si osservano
Ripresa più lenta e tardiva da eventi traumatici
o malattie; minor resistenza all'attività fisica
per diminuzione delle masse muscolari; dal punto di
vista psichico si possono riscontrare più facilmente
ansietà, depressione, sensazione di solitudine,
di declino fisico, di mancata adeguatezza.
A livello del sistema
nervoso centrale il decremento del testosterone determina
diminuita attività delle aree connesse con
la libido e la capacità erettiva
Ciò spiega perché i pazienti in andropausa
lamentano talvolta calo del desiderio. Sul piano diagnostico,
tuttavia, sia i segni (testicoli flaccidi e di dimensioni
ridotte, perdita di massa muscolare, obesità
viscerale) che i sintomi (stanchezza, depressione,
irritabilità, disfunzione sessuale) non sono
sufficientemente specifici per una diagnosi definitiva.
Inoltre, nonostante esistano numerosi questionari
per lo screening dell'ipogonadismo tardivo la loro
utilità può risultare limitata soprattutto
per la loro bassa specificità diagnostica.

Materiali e metodi
A fronte di un numero stimato di 6-7 milioni di italiani
over 65 i dati relativi alle vendite di trattamenti
con androgeni risultano essere stazionari se non in
calo nell'ultimo biennio con un numero di trattamenti
anno stimato in 560.000. Esiste quindi una frattura
tra il dato atteso e quello "reale" dei
soggetti in trattamento con testosterone. Tra le possibili
spiegazioni di questa discrepanza è da ipotizzare
una scarsa cultura della classe medica e/o carente
consapevolezza della popolazione alle relativamente
alle problematiche della andropausa. Per determinare
il livello di consapevolezza della popolazione generale
sono stati reclutati mediante questionario 150 soggetti
maggiorenni ambosessi. I questionari sono stati distribuiti
tra i fruitori di servizi ospedalieri in 4 città
italiane, distribuendo una versione semplificata dell'Aging
Male Symptoms Scale (AMS). I questionari sono stati
distribuiti presso l'ufficio ticket da un solo intervistatore.
La distribuzione presso l'ufficio ticket è
finalizzata ad incontrare una popolazione non selezionata
che possa essere il più possibile rappresentativa
della popolazione generale, i pazienti, infatti, che
afferiscono ad un centro di andrologia, urologia,
endocrinologia od ortopedia possono essere "sensibilizzati"
alle problematiche dell'invecchiamento maschile ed
essere più informati. Sono state intervistati
anche soggetti di sesso femminile per verificare se
la campagna informativa sulla menopausa potesse avere
determinato conoscenze relative alle medicazioni ormonali
che avvengono nell'invecchiamento anche nel sesso
maschile. La distribuzione del questionario è
stata condotta mediante un solo intervistatore allo
scopo di uniformare le spiegazioni ai pazienti standardizzando
la interpretazione delle risposte.

L'intervistatore ha svolto il ruolo di facilitare
la compilazione del questionario accorciando nettamente
i tempi necessari incrementando il numero di pazienti
intervistati. Il questionario AMS valuta la sfera
psicologica, sessuale e somatica tenendo conto dei
presupposti della programmazione neurolinguistica
(PNL), graduata secondo 5 livelli di consapevolezza
del significato degli items. Il questionario AMS è
il più diffusamente impiegato in Letteratura
ma impiega terminologia a volte ambigua che può
non risultare comprensibile per la popolazione generale
ed infine richiede per la compilazione un tempo di
30 minuti. Il questionario da noi utilizzato si è
basato sull'utilizzo di un linguaggio più empatico
e vicino al paziente, favorendo l'apertura di un dialogo
e la conoscenza di quelle che sono appunto le aspettative
dei pazienti nei confronti, in primis della figura
dell'andrologo, ma non meno importante nei confronti
della cura stessa. Per la costruzione del nostro questionario
abbiamo tenuto conto di tre variabili molto importanti:
-i pazienti non hanno tutti la stessa scolarizzazione
-le età variano su range molto ampi
-I pazienti sono lì principalmente per fare
una visita
In base a queste variabili abbiamo quindi evitato
di porre un questionario troppo lungo e con domande
aperte in quanto si poneva il rischio che i pazienti
non accettassero di collaborare , a causa di un'eccessiva
richiesta sia a livello di tempo necessario alla compilazione,
sia per l'eventuale dispersività di dover scrivere
delle risposte.
Risulta molto più agevole la somministrazione
di un questionario breve e possibilmente a risposte
chiuse multiple o su una scala di gradimento. Altro
elemento importante è stato quello relativo
l'utilizzo di un linguaggio molto semplice e il più
possibile diretto. Abbiamo quindi somministrato il
questionario sotto forma di intervista strutturata,
ovvero ponendo noi stessi le domande al paziente e
spiegando le domande e la modalità di risposta.
Questa modalità è risultata utile anche
per approfondire le tematiche legate al questionario,
ma soprattutto per indagare dimensioni psicologiche
sottostanti le risposte fornite. L'utilizzo di un
linguaggio semplice ha favorito la compliance tra
intervistatore e paziente favorendo altresì
la comprensione dell'iter ospedaliero per il paziente
stesso.
Risultati
Sono stati distribuiti 150 questionari a Pisa e sono
stati validati 125 casi (88 maschi e 37 femmine).
La popolazione è stata suddivisa per sesso
e fasce di età (I < 30, II <60 ,III >
60 anni). L'età media è risultata nella
popolazione generale 47.81±15.05 anni, 48.93
± 15.88 negli uomini, 45.14 ± 12.56
nelle donne. La scolarità prevalente è
la media superiore nelle prime due fasce di età,
la elementare nella terza fascia. Le risposte al questionario
evidenziano che il 65 % dei soggetti sa cosa è
la andropausa, ma che solo il 41 % ne conosce i sintomi.
La maggiore consapevolezza si riscontra nella III
fascia. In tutti i sottogruppi lo 80 % dei soggetti
ritiene che la andropausa coincida con la fine della
virilità ed i disturbi ad essa correlati siano
una "normale" conseguenza dell'età.
Può risultare interessante confrontare la percentuale
di risposte corrette fornite dai soggetti di sesso
femminile alla domanda 5 rispetto a quelle fornite
dal campione maschile per verificare il livello di
informazione presente nella popolazione femminile
, già sensibilizzata dallo specialista ginecologo,
relativamente all'aspetto invecchiamento e conseguenti
modificazioni endocrine. Dal confronto delle percentuali
di risposte corrette fornite alla domanda 5 del questionario
AMS modificato risulta che il 33 % del campione femminile
presenta una buona consapevolezza della sintomatologia
relativa alla andropausa conoscendo nove risposte
su undici dei possibili sintomi correlati.
Il campione maschile dimostra una inferiore consapevolezza
,infatti , solo il 24 % degli uomini risponde correttamente
a 9 risposte su 11 . La quasi totalità dei
pazienti ( > 90 % ) ritiene che i sintomi possano
e debbano essere curati e migliorati . Solo il 6 %
aveva piena consapevolezza dei sintomi di cui , quelli
relativi alla sfera psicologica erano maggiormente
conosciuti da tutti e quelli relativi alla sfera sessuale
erano 2° posto . Al 3° posto la sfera somatica
dove primeggiavano i disturbi del sonno ed il calo
della sensazione di benessere . (clicca qui
per vedere la tabella)
Conclusioni
La sensibilità alla andropausa è da
migliorare. Poco diffusa è la completa conoscenza
dei sintomi, con scarsa attenzione per quelli somatici
in generale , e per quelli sessuali nel gruppo delle
donne.
La III classe di età (> 60 anni) è
la più sensibile ma la meno informata al problema.
Manifesta è la richiesta di aiuto in termini
di prestazioni e cure , andrebbe perciò attuata
, in analogia a quanto compiuto dagli specialisti
ginecologi , una campagna di sensibilizzazione avendo
come " target " la fascia di popolazione
II (30 -60 anni) che è rappresenta dai soggetti
" prossimi " alla andropausa e con il livello
culturale adeguato.