:: Medicina

Andropausa: studio pilota epidemilogico di sensibilità
sull'andropausa su 150 pazienti

Giuseppe Fabrizio Menchini Fabris
Oltre ai cambiamenti specifici della sfera sessuale si osservano
Ripresa più lenta e tardiva da eventi traumatici o malattie; minor resistenza all'attività fisica per diminuzione delle masse muscolari; dal punto di vista psichico si possono riscontrare più facilmente ansietà, depressione, sensazione di solitudine, di declino fisico, di mancata adeguatezza.

A livello del sistema nervoso centrale il decremento del testosterone determina diminuita attività delle aree connesse con la libido e la capacità erettiva
Ciò spiega perché i pazienti in andropausa lamentano talvolta calo del desiderio. Sul piano diagnostico, tuttavia, sia i segni (testicoli flaccidi e di dimensioni ridotte, perdita di massa muscolare, obesità viscerale) che i sintomi (stanchezza, depressione, irritabilità, disfunzione sessuale) non sono sufficientemente specifici per una diagnosi definitiva.
Inoltre, nonostante esistano numerosi questionari per lo screening dell'ipogonadismo tardivo la loro utilità può risultare limitata soprattutto per la loro bassa specificità diagnostica.

 

 

Materiali e metodi
A fronte di un numero stimato di 6-7 milioni di italiani over 65 i dati relativi alle vendite di trattamenti con androgeni risultano essere stazionari se non in calo nell'ultimo biennio con un numero di trattamenti anno stimato in 560.000. Esiste quindi una frattura tra il dato atteso e quello "reale" dei soggetti in trattamento con testosterone. Tra le possibili spiegazioni di questa discrepanza è da ipotizzare una scarsa cultura della classe medica e/o carente consapevolezza della popolazione alle relativamente alle problematiche della andropausa. Per determinare il livello di consapevolezza della popolazione generale sono stati reclutati mediante questionario 150 soggetti maggiorenni ambosessi. I questionari sono stati distribuiti tra i fruitori di servizi ospedalieri in 4 città italiane, distribuendo una versione semplificata dell'Aging Male Symptoms Scale (AMS). I questionari sono stati distribuiti presso l'ufficio ticket da un solo intervistatore. La distribuzione presso l'ufficio ticket è finalizzata ad incontrare una popolazione non selezionata che possa essere il più possibile rappresentativa della popolazione generale, i pazienti, infatti, che afferiscono ad un centro di andrologia, urologia, endocrinologia od ortopedia possono essere "sensibilizzati" alle problematiche dell'invecchiamento maschile ed essere più informati. Sono state intervistati anche soggetti di sesso femminile per verificare se la campagna informativa sulla menopausa potesse avere determinato conoscenze relative alle medicazioni ormonali che avvengono nell'invecchiamento anche nel sesso maschile. La distribuzione del questionario è stata condotta mediante un solo intervistatore allo scopo di uniformare le spiegazioni ai pazienti standardizzando la interpretazione delle risposte.

 

 

L'intervistatore ha svolto il ruolo di facilitare la compilazione del questionario accorciando nettamente i tempi necessari incrementando il numero di pazienti intervistati. Il questionario AMS valuta la sfera psicologica, sessuale e somatica tenendo conto dei presupposti della programmazione neurolinguistica (PNL), graduata secondo 5 livelli di consapevolezza del significato degli items. Il questionario AMS è il più diffusamente impiegato in Letteratura ma impiega terminologia a volte ambigua che può non risultare comprensibile per la popolazione generale ed infine richiede per la compilazione un tempo di 30 minuti. Il questionario da noi utilizzato si è basato sull'utilizzo di un linguaggio più empatico e vicino al paziente, favorendo l'apertura di un dialogo e la conoscenza di quelle che sono appunto le aspettative dei pazienti nei confronti, in primis della figura dell'andrologo, ma non meno importante nei confronti della cura stessa. Per la costruzione del nostro questionario abbiamo tenuto conto di tre variabili molto importanti:
-i pazienti non hanno tutti la stessa scolarizzazione
-le età variano su range molto ampi
-I pazienti sono lì principalmente per fare una visita
In base a queste variabili abbiamo quindi evitato di porre un questionario troppo lungo e con domande aperte in quanto si poneva il rischio che i pazienti non accettassero di collaborare , a causa di un'eccessiva richiesta sia a livello di tempo necessario alla compilazione, sia per l'eventuale dispersività di dover scrivere delle risposte.
Risulta molto più agevole la somministrazione di un questionario breve e possibilmente a risposte chiuse multiple o su una scala di gradimento. Altro elemento importante è stato quello relativo l'utilizzo di un linguaggio molto semplice e il più possibile diretto. Abbiamo quindi somministrato il questionario sotto forma di intervista strutturata, ovvero ponendo noi stessi le domande al paziente e spiegando le domande e la modalità di risposta. Questa modalità è risultata utile anche per approfondire le tematiche legate al questionario, ma soprattutto per indagare dimensioni psicologiche sottostanti le risposte fornite. L'utilizzo di un linguaggio semplice ha favorito la compliance tra intervistatore e paziente favorendo altresì la comprensione dell'iter ospedaliero per il paziente stesso.

Risultati
Sono stati distribuiti 150 questionari a Pisa e sono stati validati 125 casi (88 maschi e 37 femmine). La popolazione è stata suddivisa per sesso e fasce di età (I < 30, II <60 ,III > 60 anni). L'età media è risultata nella popolazione generale 47.81±15.05 anni, 48.93 ± 15.88 negli uomini, 45.14 ± 12.56 nelle donne. La scolarità prevalente è la media superiore nelle prime due fasce di età, la elementare nella terza fascia. Le risposte al questionario evidenziano che il 65 % dei soggetti sa cosa è la andropausa, ma che solo il 41 % ne conosce i sintomi.
La maggiore consapevolezza si riscontra nella III fascia. In tutti i sottogruppi lo 80 % dei soggetti ritiene che la andropausa coincida con la fine della virilità ed i disturbi ad essa correlati siano una "normale" conseguenza dell'età. Può risultare interessante confrontare la percentuale di risposte corrette fornite dai soggetti di sesso femminile alla domanda 5 rispetto a quelle fornite dal campione maschile per verificare il livello di informazione presente nella popolazione femminile , già sensibilizzata dallo specialista ginecologo, relativamente all'aspetto invecchiamento e conseguenti modificazioni endocrine. Dal confronto delle percentuali di risposte corrette fornite alla domanda 5 del questionario AMS modificato risulta che il 33 % del campione femminile presenta una buona consapevolezza della sintomatologia relativa alla andropausa conoscendo nove risposte su undici dei possibili sintomi correlati.
Il campione maschile dimostra una inferiore consapevolezza ,infatti , solo il 24 % degli uomini risponde correttamente a 9 risposte su 11 . La quasi totalità dei pazienti ( > 90 % ) ritiene che i sintomi possano e debbano essere curati e migliorati . Solo il 6 % aveva piena consapevolezza dei sintomi di cui , quelli relativi alla sfera psicologica erano maggiormente conosciuti da tutti e quelli relativi alla sfera sessuale erano 2° posto . Al 3° posto la sfera somatica dove primeggiavano i disturbi del sonno ed il calo della sensazione di benessere . (clicca qui per vedere la tabella)

Conclusioni
La sensibilità alla andropausa è da migliorare. Poco diffusa è la completa conoscenza dei sintomi, con scarsa attenzione per quelli somatici in generale , e per quelli sessuali nel gruppo delle donne.
La III classe di età (> 60 anni) è la più sensibile ma la meno informata al problema. Manifesta è la richiesta di aiuto in termini di prestazioni e cure , andrebbe perciò attuata , in analogia a quanto compiuto dagli specialisti ginecologi , una campagna di sensibilizzazione avendo come " target " la fascia di popolazione II (30 -60 anni) che è rappresenta dai soggetti " prossimi " alla andropausa e con il livello culturale adeguato.


 

 

 

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