:: Medicina

Stimolazione magnetica transcranica

Enrico Smeraldi
 

Zone di stimolazione
La zona di stimolazione dipende dal tipo di patologia su cui si intende agire. Esistono dei punti di repere per ciascuna sede; un ausilio molto semplice può essere dato da una normale cuffia precablata per elettroencefalogramma, ma il modo scientificamente più corretto è quello di abbinare la TMS ad una Risonanza Magnetica, metodo che consente di posizionare il coil nel punto esatto che si vuole stimolare. Esiste anche la possibilità di abbinare la TMS ad un sistema di neuronavigazione stereotassica che permette di guidare il posizionamento del coil stimolante: il sistema di neuronavigazione visualizza - in tempo reale - la direzione di propagazione del campo magnetico e l'area cerebrale bersaglio, utilizzando informazioni spaziali cerebrali fornite da immagini di risonanza magnetica (MRI). In assenza delle MRI proprie del soggetto in esame, il sistema utilizza le MRI di un template adattate per ogni soggetto mediante una innovativa procedura di warping 3D. L'integrazione tra lo spazio fisico del soggetto e lo spazio delle MRI è effettuata utilizzando 3 punti craniometrici riferiti ad uno stesso spazio stereotassico mediante l'utilizzo di un digitizer magnetico.
Depressione: Il razionale della rTMS a livello della corteccia dorsolaterale prefrontale di sinistra (DLPFC) risiede nelle osservazioni fatte sul metabolismo di questa porzione della corteccia di pazienti depressi. Dopo tentativi poco convincenti di applicazione a livello del vertice del capo o della corteccia motoria, George et al furono i primi a stimolare la DLPFC sinistra ad alta frequenza, con risultati incoraggianti [3]; in seguito questa è stata l'area stimolata nella grande maggioranza degli studi successivi. Essa viene in genere individuata spostandosi 5 cm in avanti rispetto al sito ottimale per l'individuazione della soglia motoria, anche se la precisione di tale rilevazione risulta piuttosto modesta.
Altri ricercatori hanno stimolato, invece, l'area prefrontale dorso-laterale destra, quasi sempre a bassa frequenza, ed altri ancora hanno abbinato la stimolazione di entrambe le aree nella stessa seduta [4,5].
Disturbo ossessivo-compulsivo: studi di neuroimaging hanno valutato il metabolismo cerebrale (PET) e il flusso ematico cerebrale (fMR), e studi neuropsicologici indicano che pazienti con DOC e pazienti con sindrome di Tourette [6], mostrano anomalie funzionali a livello dei gangli della base/circuito precentrale, che comportano uno stato di "tonica" ipereccitabilità e mancanza di controllo inibitorio nelle aree motorie ad esse correlate. La stimolazione magnetica lenta sulla corteccia supplementare motoria e sulla orbito frontale destra sono le sedi su cui si è recentemente focalizzata l'attenzione dei ricercatori.
Allucinazioni verbali acustiche: frequenti nella schizofrenia dove, nel 25% dei casi, sono resistenti ai farmaci antipsicotici. La stimolazione magnetica ripetuta a 1 Hz riduce l'eccitabilità dell'area temporo-parietale sinistra, coinvolta in questa patologia, riducendo significativamente la sintomatologia allucinatoria [7].
Uso della TMS nella dipendenza da cocaina, risultati preliminari: il nostro gruppo sta, inoltre, valutando le potenzialità terapeutiche della TMS nel caso di abuso e dipendenza da cocaina. In uno studio preliminare 8 pazienti sono stati sottoposti a stimolazione magnetica a livello della corteccia prefrontale, durante la prima fase di detossificazione da cocaina. Sette di questi soggetti hanno mostrato un miglioramento su diversi parametri relativi al craving primario (fase avversativa caratterizzata soprattutto da ansia, tensione fisica ed irritabilità). Come prospettiva si sta valutando l'ipotesi dell'introduzione di un secondo ciclo di TMS per intervenire sui sintomi del craving secondario (appetitivo) con l'intento di modulare il sistema di rinforzo positivo da cocaina.

Parametri di stimolazione
Valutando gli effetti della rTMS prefrontale a diverse intensità è stato osservato che intensità maggiori evocano cambiamenti più pronunciati nell'attività elettrica e metabolica del cervello e generano più consistenti miglioramenti a livello clinico [ 8,9,10]. Il termine "rapid TMS" si riferisce a stimoli con frequenza > 1 Hz, mentre "slow TMS" indica stimoli con frequenza < 1 Hz.
L'utilizzo della stimolazione rapida a sinistra e lenta a destra deriva da due tipologie di evidenze. In primo luogo è stato proposto da tempo che una maggiore attivazione dell'emisfero destro rispetto al sinistro sia caratteristica di un abbassamento del tono dell'umore [11,12]. Le lesioni dell'emisfero sinistro, inoltre, causano umore depresso, mentre quelle dell'emisfero destro provocano reazioni di indifferenza o addirittura di euforia [13,14]. Anche negli studi di imaging funzionale ed elettroencefalografici è stata evidenziata una diminuzione dell'attivazione delle regioni prefrontali sinistre [15,16,17]. In secondo luogo è stato dimostrato un aumento dell'attività, del flusso e del metabolismo cerebrale a livello della corteccia dorsolaterale prefrontale a sinistra dopo TMS rapida e una riduzione controlateralmente dopo TMS lenta [18].
In pratica, nella depressione si potrebbe ipotizzare uno squilibrio fra corteccia sinistra ipoattiva e corteccia destra iperattiva, discrepanza che verrebbe appianata dalla stimolazione magnetica transcranica, con frequenza rapida (eccitatoria) a sinistra e lenta (inibitoria) a destra.

Effetto antidepressivo della rTMS
È stato riscontrato accidentalmente come pazienti affetti da patologia neurologica con associato un disturbo dell'umore che venivano sottoposti a stimolazione magnetica transcranica a fini diagnostici potessero mostrare un miglioramento del quadro depressivo. Questa evidenza ha dato avvio allo studio dell'utilizzo della rTMS in ambito psichiatrico a scopo terapeutico. Diversi studi preclinici hanno dimostrato come la stimolazione magnetica moduli le funzioni dei circuiti fronto-limbici, che sono reversibilmente alterati nella depressione maggiore e come agisca sui sistemi neutrasmettitoriali coinvolti nella patofisiologia del disturbo, per esempio la stimolazione del rilascio di dopamina e l'interazione con l'asse ipotalamo-ipofisario. Numerosi studi clinici in aperto e controllati, con parametri di stimolazione ampiamente differenti, hanno esplorato il potenziale antidepressivo della rTMS. Sebbene condotti su campioni di pazienti non molto ampi, la maggior parte dei trial placebo-controllati ha dimostrato un significativo effetto terapeutico della stimolazione vera rispetto alla sham. Tuttavia il grado di efficacia varia da modesto a sostanziale ed i pazienti selezionati sono per lo più farmaco-resistenti; inoltre la durata del trattamento è approssimativamente due settimane, un periodo breve se comparato con quello degli altri interventi antidepressivi [19]. Esistono fondamentalmente tre possibilità di utilizzo della TMS nella depressione: da sola senza abbinamento col farmaco; come potenziamento del farmaco all'inizio del trattamento; nelle depressioni farmaco-resistenti. Nei primi due casi gli studi non portano ancora ad evidenze convincenti. Esiste, invece, una ricca documentazione scientifica sull'efficacia della TMS nelle forme farmaco-resistenti; tuttavia i risultati sono ampiamente variabili da uno studio all'altro, passando da evidenze di scarso o nullo effetto a evidenze di effetti comparabili a quelli dell'ECT [20,21,22].

Esperienze dirette
Nel nostro Dipartimento abbiamo realizzato due trials randomizzati per valutare l'efficacia della TMS nella terapia della depressione. Nel primo studio [23] abbiamo trattato 54 pazienti farmaco-resistenti con due intensità differenti (80% e 100% della soglia motoria) o con stimolazione sham , ottenendo una differenza significativa tra il gruppo stimolato al 100% e il gruppo di controllo. Nel secondo lavoro [24] abbiamo somministrato la TMS (attiva o sham) associandovi fin dall'inizio un farmaco antidepressivo (escitalopram, sertralina, venlafaxina). Il gruppo in trattamento attivo ha mostrato una risposta antidepressiva più rapida rispetto al gruppo di controllo, indipendentemente dal farmaco utilizzato. È in corso un trial nel Disturbo Ossessivo Compulsivo refrattario al trattamento farmacologico. L'area stimolata è la corteccia orbitofrontale sinistra con frequenza di 1 Hz, 900 impulsi al giorno per 15 giorni. Sono stati sottoposti a stimolazione magnetica lenta sulla corteccia temporoparietale sinistra cinque pazienti schizofrenici con allucinazioni resistenti ai comuni antipsicotici e alla clozapina, 900 impulsi al giorno al 100% della soglia motoria per 10 giorni, notando una riduzione significativa delle allucinazioni e del disagio che ne derivava. Purtroppo tutti i pazienti sono ricaduti entro 3 mesi. È in progetto lo studio dell'efficienza della TMS come terapia di mantenimento per il Disturbo Allucinatorio Verbale in analogia ad un case report pubblicato recentemente [25].

Effetti collaterali e controindicazioni
Se somministrata secondo le correnti linee guida internazionali la stimolazione magnetica transcranica risulta essere una tecnica sicura. Un recente studio ha effettuato una revisione riguardo agli effetti collaterali della tecnica in relazione ai lavori pubblicati negli ultimi anni, rilevando rari e lievi effetti avversi, i più frequenti dei quali risultano un discreta sensazione di fastidio a livello della zona di posizionamento della sonda e la cefalea, indotta nel 23% dei soggetti, mentre evenienze più serie, quali crisi epilettiche e manifestazione di sintomi psicotici, risultano molto rari [26]. In generale gli effetti collaterali che sono stati osservati nel corso degli anni sono i seguenti:
- crisi epilettiche (nei soggetti predisposti; 10 casi riportati)
- cefalea (effetto abbastanza frequente, ma tollerabile)
- calo passeggero dell'udito (ovviabile con l'utilizzo di protezioni acustiche)
- induzione di uno stato maniacale nei pazienti bipolari
Per ovviare qualsiasi pericolo risulta necessario attenersi a quelle che sono le controindicazioni all'utilizzo di tale apparecchiatura, ovvero la presenza di patologie cerebrali organiche o condizioni mediche instabili, di pace-maker, pompe metalliche impiantate, impianti metallici mobili, di malattia epilettica (o familiarità); vengono inoltre esclusi i bambini e le donne in stato gravidico.

Adelio Lucca, David Rossini, Lorenzo Magri, Alessia Malaguti, Silvia Giordani, Danilo Dotoli, Luca Polledri, Eugenia Fauci, Ernestina Politi, Chiara Ruffini, Cristina Lorenzi, Adele Pirovano, Elena Marino, Raffaella Zanardi, Enrico Smeraldi.
Hospital San-Raffaele-Turro,
University Vita-Salute San-Raffaele, Milan, Italy

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