Impieghi
principali
Gli usi del Po-210 sono estremamente limitati sia
per la sua elevata emissione di radioattività
alfa sia per le difficoltà estrattive in natura
e in laboratorio. Impieghi principali:
a) Come sorgente di neutroni quando è mescolato
in lega con berillio.
b) Come sorgente di energia per satelliti e in altri
dispositivi spaziali.
c) Nei dispositivi antistatici di alcuni strumenti
di precisione e in speciali spazzole che eliminano
la polvere accumulata sui negativi fotografici. Il
polonio in queste spazzole è sigillato e schermato
in modo da minimizzare i rischi da radiazioni. d)
In dispositivi per eliminare la carica elettrostatica
nelle manifattura di stoffe, ma è stato rimpiazzato
da sorgenti di raggi beta, più facilmente disponibili
e meno pericolose.13

Dalla
terra al tabacco
Il Po-210 è un radionuclide alfa-emittente presente
in tracce anche in molte piante ed alimenti - che poi
ritroviamo nei tessuti umani14. La maggiore sorgente
di apporto di Po-210 naturale è rappresentata
dal cibo. Dati di Spencer et al. indicano che il 77,3%
dell'apporto giornaliero di Po-210 di un maschio adulto
proviene dagli alimenti, il 4,7% dall'acqua e lo 0,6%
dall'aria. L'inalazione di fumo di sigaretta apporta
molto più Po-210 (17,1%) di quello presente nell'acqua
che si beve e nell'aria che si respira messe assieme.15
La scoperta della presenza del Po-210 nel fumo di tabacco
risale ai primi anni '60 grazie a Turner e Radley nel
1960, Marsden e Collins nel 1963 e Radford ed Hunt nel
196416, quando gli scienziati individuarono la presenza
di radioattività alfa nel tabacco. Il Polonio
(Po-210) ed il suo precursore, il Piombo (Pb-210), presenti
nelle piante di tabacco possono avere origini diverse17.
Si ritiene che il Po-210 possa essere assorbito dalla
pianta del tabacco, attraverso vie variamente combinate
fra di loro:
1) Direttamente da terreni contenenti Uranio attraverso
le radici.18, 19, 20
2) Per deposizione sulle foglie, attraverso eventi meteorologici,
di pioggia, neve e pulviscolo atmosferico. Infatti il
Radon-222, derivato dalla catena di decadimento dell'U-238,
essendo un gas nobile, è volatile per cui sfugge,
in parte, dal terreno e passa nell'atmosfera, dove decade
a sua volta con formazione di Piombo-210 e, in parte,
di Polonio-210. Questi assorbiti dal pulviscolo atmosferico
formano le particelle di Aitken che si depositano poi
sulle foglie delle piante accumulandosi nei tricomi
tramite una deposizione diffusiva browniana, con la
conseguente crescita nel tempo del Polonio-210 derivante
dal decadimento del Piombo-210.21, 22 Skwarzec et al.
indicano questa via come la principale sorgente di Po-210
nelle piante di tabacco19 in contrasto con gran parte
degli autori, e in particolare Singh e Nilekani, che
hanno evidenziato l'importanza dei fertilizzanti utilizzati.
24
3) Da fertilizzanti costituiti da polifosfati di calcio
provenienti da terreni con presenza di Pechblenda e
Apatite, che contenendo Uranio e suoi prodotti di decadimento,18,
23 sono di conseguenza arricchiti in radio, chimicamente
simile al calcio. Non a caso vari studi hanno dimostrato
che le sigarette indiane, fatte con tabacco scarsamente
concimato, come da agricoltura povera, sono all'incirca
da 6 a 15 volte meno radioattive di quelle statunitensi24,
fabbricate con tabacchi coltivati in regime di agricoltura
intensiva e iperfertilizzata.
La pianta di tabacco ha la caratteristica di essere
dotata di numerosissimi tricomi, una specie di pori
filamentosi, che sono dei gran concentratori di Pb-210
e Po-210. Fleisher e Parungo hanno confermato sperimentalmente
che i prodotti di decadimento del radon ed il Pb210
sono fortemente concentrati nei tricomi delle foglie22.I
meccanismi di accumulo del Pb-210 nei tricomi del tabacco
sono stati discussi e studiati da Martell e Poet.25,
26

Dal tabacco
al polmone
Il viaggio verso l'apparato broncopolmonare del Po-210
e del Pb-210 inizia con l'accensione della sigaretta,
nel fornello di combustione dove, il tabacco, in fase
aspirativa brucia a circa 800-900° C. Si forma così
il fumo di tabacco che è un melange composto
da una fase corpuscolata (5%) e una fase gassosa (95%).10
Considerando le differenti temperature di ebollizione
per Po-210 (962° C) e Pb210 (1740° C), nella
fase gassosa è presente, fra le altre sostanze,
anche il Po-210 che in parte viene eliminato nell'ambiente
esterno e in parte viene "a far corpo" con
la fase corpuscolata, che conterrà, oltre al
Po-210, anche una elevata presenza di particelle insolubili
di Pb-210, debole alfa emittente (<1/100.000) gamma,
beta e X emittente, e precursore del Po-210. Tutte queste
particelle inalate si depositano nell'apparato broncopolmonare
ed in particolare, per effetto dell'azione ciliare,
a livello delle biforcazioni dei bronchi segmentari.
Misurazioni eseguite da Cohen et al. sul condensato
di sigaretta hanno mostrato la presenza anche di Radium
e Torio, fermo restando che il 99% della radioattività
proviene dal Po-21023 che, una volta inalato viene ritenuto
nell'apparato broncopolmonare.27
Tutte queste particelle avranno un diverso destino a
seconda dell'efficienza della Clearance Muco-Ciliare.
Questa depurazione meccanica viene progressivamente
a mancare nei fumatori con BPCO. Ciò comporta
una stasi della carica radioattiva28 che in parte, attraverso
il circolo polmonare e sistemico, raggiunge vari organi
e tessuti causando nel tempo mutazioni della struttura
cellulare genetica, deviazione delle caratteristiche
cellulari dallo standard ottimale, invecchiamento accelerato
e morte più rapida ad opera di un largo spettro
di patologie29, 30. I livelli di Po-210 sono infatti
significativamente superiori, del 30% nel sangue e di
6 volte nelle urine, nei fumatori rispetto ai non fumatori.16,
31 Le elevate concentrazioni di Polonio nel polmone
dei forti fumatori si possono spiegare soprattutto attraverso
l'accumulo di particelle insolubili di Piombo-210 che
poi nel tempo decade a Polonio-21021, a causa di un
sempre più progressivo rallentamento della Clearance
Muco-Ciliare. Più aumenta il grado di BPCO, più
aumenta il rischio di accumulo di carica radioattiva28.
La dose-radiazioni apportata dalle concentrazioni locali
di Polonio sulla parete dell'epitelio bronchiale, dipende
dalla frazione di particelle accumulate in queste aree
e dal loro tempo di permanenza. Holzman17 nelle sue
ricerche ha dimostrato che le concentrazioni di Pb-210
sono maggiori nello scheletro e nei polmoni dei fumatori
rispetto a quello dei non fumatori. Pertanto visto che
il Polonio ha un T ½ di 138,38 giorni ed il Piombo,
che poi decade in Polonio, di 22 anni, ne deriva che
un significativo rischio di cancro49, 50 può
essere attribuito ad una cronica esposizione a bassi
livelli di particelle insolubili alfa emittenti che
sono responsabili di dosi locali molto elevate in piccole
aree tissutali, soprattutto delle biforcazioni (hot
spots).21. Tutto ciò viene facilitato in presenza
di un'alterazione della Clearance Muco-Ciliare spesso
presente nei fumatori a causa della bronchite cronica,
nella quale, come peraltro ha dimostrato Auerbach, sono
presenti lesioni metaplasiche dell'epitelio ciliato
nel 100% dei forti fumatori32. Il Po-210, presente nelle
particelle insolubili, diventa così più
penetrante attraverso le zone disepitelizzate o scarsamente
ciliate ove ristagna maggiormente il muco.16, 33 Non
è un caso la recente osservazione che i pazienti
con severa BPCO, fumatori ed ex fumatori, abbiano una
maggior incidenza di neoplasia polmonare.28

Quantità di Po-210
nel fumo di tabacco
Il grado di radioattività alfa da Po-210 nel
fumo di tabacco dipendente da numerose variabili: la
regione geografica dove il tabacco cresce, tempi e modi
di stoccaggio del tabacco, presenza o assenza del un
filtro, grandezza e composizione del filtro e modo di
fumare.50 Il rischio associato al fumo di sigarette
è dovuto non solo alla quantità e qualità
dei carcinogeni, ma anche alla scarsa efficienza dei
filtri usati che non riduce adeguatamente la quantità
dei carcinogeni presenti nel fumo di tabacco. L'efficienza
media dei comuni filtri di sigaretta utilizzati in commercio
riduce l'attività del Po-210 di circa 4,6% del
Po-210 contenuto nel tabacco di sigaretta.52. L'utilizzo
di filtri di resina minimizza ancora di più l'esposizione
dei polmoni dei fumatori alle alfa radiazioni.53 Radford
and Hunt16 nel 1964, Mussealo-Rauhammaa e Jaakkola54
nel 1985 hanno riscontrato il 6.5-22% di Po-210 nella
corrente primaria del fumo di sigaretta. Altri Autori
hanno riportato differenti percentuali valutate in un
range di 3.7-58%.55 In media, secondo Parfenov, approssimativamente
il 50% del Po-210 presente nel tabacco di sigaretta
è trasferito nel fumo, il 35% rimane nel mozzicone
e circa il 15% lo si ritrova nella cenere.58 Da alcuni
anni, assieme al professor Enrico Gattavecchia dell'Unità
Complessa di Scienze Chimiche, Radiochimiche e Metallurgiche
dell'Università di Bologna, in collaborazione
con l'ENEA e con la Società Italiana di Tabaccologia-SITAB,
stiamo effettuando alcuni studi sulla radioattività
alfa da Polonio 210 nel fumo di tabacco. Dalle nostre
ricerche abbiamo riscontrato che il fumo di una sigaretta
manufatta con tabacco occidentale contiene una radioattività
alfa da Po-210 di circa 75 mBq, variamente distribuito
fra fumo attivo, fumo passivo e cenere: fumo attivo
(mainstream) 5 mBq (6,7%), fumo passivo (sidestream)
1,2 mBq (1,6%), (cenere 68,8 mBq (91,7%).43, 56, 57
Cancerogenità
del Po-210 nel fumo di tabacco
Martell stima che la dose cumulativa di radiazioni alfa
a livello delle biforcazioni bronchiali del fumatore
che muore di cancro polmonare è di circa 80 rad
(1.600 rem), che è la dose sufficiente ad indurre
trasformazione maligna da interazioni alfa con le cellule
basali34, 35. Vari studi sperimentali hanno dimostrato
l'induzione di tumori in animali da esperimento dopo
inalazioni di Po-21036. Secondo osservazioni cliniche
e sperimentali di Marmorstein,37 il viraggio di istotipo
di tumore polmonare che si è osservato negli
ultimi 40 anni è dovuto alla radioattività
alfa da fumo di tabacco sostenuta dall'uso e abuso di
fertilizzanti polifosfatici. L'inutile quanto dannosa
componente radioattiva veicolata dai fertilizzanti potrebbe
essere ridotta attraverso un uso alternativo delle sorgenti
di polifosfati, come i fertilizzanti fosfatici animali38
o con un trattamento degli stessi polifosfati minerali
(ammonio fosfato al posto di calciofosfato)38 e/o con
tecniche diverse di stoccaggio e/o passando a modificazioni
genetiche delle piante di tabacco con riduzione significativa
della concentrazione di tricomi sulle foglie di tabacco.
Uno studio ha dimostrato che la concentrazione di radioattività
da Po-210 nel tabacco aumenta col tempo in fase di stoccaggio,
dopo essere stato raccolto39 . Una utile e opportuna
raccomandazione dei ricercatori è quella di raccogliere
il tabacco ancora verde ed evitare stoccaggi prolungati
nei silos per evitare l'aumento delle concentrazioni
di Po-210 che avviene per lento decadimento del Pb-210.
Applicando ai valori da noi riscontrati i dati ENEA
del 199040 circa il tempo medio effettivo di permanenza
nei polmoni per il Po-210, che è di 53 giorni,
i dati del Comitato BEIR IV del 198841 sul rischio cancro
al polmone in seguito ad esposizione a radom e suoi
prodotti di decadimento (Pb-210 e Po-210), i dati corretti
e stimati dalla ICRP42 in base ai sopravvissuti alla
bomba A, risulta un rischio "puro" di tumore
al polmone pari a 4 x 10-4 anno-1 (4 casi su 10.000
fumatori all'anno pari a 4.480 su una popolazione italiana
di 12.200.000 fumatori), senza contare il ruolo di promotore
(co-carcinogeno) nel tumore broncopolmonare per un'azione
complessiva sinergica con le altre sostanze cancerogene,
circa 55 note, presenti nel fumo di tabacco. Per capire
il danno biologico che può essere causato dal
Po-210 presente nel fumo di tabacco, è stato
paragonato a quello da Raggi X utilizzati nelle comuni
radiografie del torace. Per avere un rapporto con questa
comune sorgente di radiazioni, si consideri che una
moderna radiografia al torace comporta una dose equivalente
pari 0,034 mSv/radiografia,48 per cui, in pratica, un
fumatore di 20 sigg./die, in 1 anno riceve una dose
di radiazioni equivalenti a circa 300 radiografie al
torace.43, 44
Ciò che comunque determina l'impennata del rischio
cancerogenesi, non è tanto l'azione singola e
neanche la sommatoria della radioattività alfa
agli idrocarburi policiclici, agli altri cancerogeni
ed ai radicali liberi (prodotti per pirolisi e per danno
da radiazioni alfa), quanto l'azione sinergica e moltiplicativa
dei singoli componenti carcinogeni e co-carcinogeni.44,
45, 46, 47
La presenza di Po-210 nel fumo di tabacco non determina
ovviamente una contaminazione acuta da radiazioni alfa
bensì una contaminazione di tipo cronico, lento
e progressivo che, nel fumatore, diventa sempre più
importante e pericolosa con l'andare del tempo. Una
contaminazione cioè che interessa tutti i fumatori
ovvero 1,3 miliardi di persone.
Conclusioni
Di questa presenza radioattiva alfa nel fumo di tabacco
le multinazionali del tabacco erano perfettamente a
conoscenza fin dagli anni '60, ma hanno strategicamente
mantenuto una ferrea sordina a tutto il problema.
Andando a curiosare fra gli oltre 37 milioni di documenti
desecretati e resi pubblici sul sito www.pmdocs.com,
per una sentenza dello Stato del Minnesota contro Phillip
Morris (PM), si trovano 462 documenti-memorandum confidenziali
sulla radioattività alfa da Po-210 del fumo di
tabacco (documenti presenti a tutto il 14 marzo 2007).
Uno di questi, datato 1980, rivela, per esempio, che
la PM era già a conoscenza che le sigarette contenevano
Piombo e Polonio radioattivo e che ciò era dovuto
in gran parte ai fertilizzanti utilizzati, segnatamente
ai fosfati di calcio, nella coltivazione del tabacco.
I produttori di sigarette erano inoltre, perfettamente
a conoscenza degli studi di Martell et al. sulla possibilità
di poter ridurre i livelli di radioattività del
tabacco e del fumo, riducendo quella dei fertilizzanti
mediante la trasformazione del calcio fosfato in ammonio
fosfato"un procedimento però troppo dispendioso"
(Newscript: Radioactive cigarettes, PM, Apr 2,1980,
doc. 2012611337/1138).
La grande maggioranza dell'opinione pubblica invece
ignora ancora la presenza di radioattività da
Polonio 210 nel fumo di tabacco che rappresenta una
grave minaccia per la salute pubblica, ma può
rappresentare anche una grande opportunità dal
punto di vista comunicativo e motivazionale.
Sarebbe pertanto opportuno aggiungere un nuovo avviso
sui pacchetti di sigarette: "rappresentano una
fonte di esposizione a radiazioni alfa".
E visto il timore dell'opinione pubblica verso tutto
ciò che è radioattivo, una campagna di
informazione adeguata potrebbe contribuire ad accelerare
il percorso motivazionale del fumatore e ad aumentare
significativamente l'efficacia dei programmi anti-fumo.51
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