Abbiamo scelto questo mese un autore particolare, non guardando i best seller dell’ultimo mese ma concentrando la nostra attenzione sul valore storico-letterario delle sue opere: abbiamo scelto Noah Gordon.
Noah Gordon è nato e cresciuto a Worcester, nel Massachusetts.
Dopo la laurea ha lavorato in campo editoriale e poi come giornalista presso alcune testate a grande diffusione. Si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica con il romanzo “The Rabbi”, scritto nel 1965, cui hanno fatto seguito diverse altre fortunate opere di narrativa: “Medicus” (The Physician), “Lo Sciamano” (Shaman) e “L’eredità dello Sciamano” (Matter of Choices) - una trilogia imperniata su una famiglia di medici che si snoda per più di mille anni, attraverso cambiamenti di luogo, tempo e tecniche e mediche, diventata bestseller tradotta in molte lingue. L’autore è stato insignito di molti riconoscimenti e in particolare, per “Lo Sciamano”.
“Il medico di Saragozza”, già bestseller in Germania e Spagna, verrà pubblicato anche in Danimarca, Olanda, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca e Brasile.
Ridurre questi libri a soli romanzi storici o a sole opere di storia della medicina sarebbe scorretto .
Con “Medicus” comincia la storia della famiglia Cole, stirpe di medici che si snoderà per quasi mille anni.
La storia del protagonista Robert J. Cole, è ambientata nella prima metà dell’anno mille quando comincia il suo apprendistato come barbiere-chirurgo, in un tempo in cui la stessa figura professionale poteva tagliare i capelli e operare arti amputati.
In pochi anni, diventato un perfetto ciarlatano, “Rob. J.” sente di desiderare di più. Parte così per un viaggio rarissimo all’epoca, fino in Persia, alla ricerca di quell’uomo che diverrà leggenda per la medicina: Abu Ali at-Husain idn Abdullah ibn –Sina, Avicenna.
Quando lo trova, diventa allievo della “madrassa” la scuola di medicina, ma si deve fingere ebreo per frequentarne i corsi.
Il caleidoscopio di personaggi che vi si trovano, rabbi e studenti, medici e mullah fanatici, ebrei e mussulmani, fanno da sfondo al mondo in cui si muove Rob J., diventato Jesse, un mondo già "globale" dove gli scontri tra religioni e tradizioni ci riportano alla nostra scottante realtà.
E, come Jesse, attraversa intrighi politici, sopravvive ad un’ epidemia di peste che era andato a curare per puro miracolo, ha problemi con l’autorità religiosa finchè riuscirà a diventare hadji: medico.
Sfatando il mito che la medicina medioevale fosse un’accozzaglia di precetti senza nessuna base scientifica, Noah Gordon narra di operazioni chirurgiche eseguite sì senza anestesia, ma tecnicamente corrette e di medicine efficaci anche se preparate soltanto con elementi naturali.
Dall’altro lato, racconta dell’esasperazione di Rob J davanti alle regole religiose che vietavano la dissezione di cadaveri, anche a scopi scientifici.
In questo clima ottuso Jesse, spinto dallo sdegno, arriverà a compiere dissezioni clandestine, disegnando “L’uomo di cristallo”: l’unico disegno di anatomia umana che noi possediamo dell'epoca (storico).
La trilogia continua, passano le generazioni, un Cole è costretto ad emigrare dalla Scozia. Siamo arrivati nei primi dell’ ‘800, e quel “Rob J” comincia il secondo libro della trilogia, considerato l’opera migliore di Noah Gordon: “Sciamano”.
Sciamano è il soprannome del figlio del primo Cole americano. La storia è strutturata come un lungo flashback: Sciamano, adulto e medico, tornato a casa per il funerale del padre, trova i diari di questi e, leggendoli, riscopre la vita del padre.
Attraverso i contrastati rapporti con gli indiani, il suo lavoro di medico di paese ma anche l’aiuto che Robert Cole dava agli schiavi neri fuggiti dai padroni e il suo servizio come medico militare durante la Guerra di Secessione americana, Sciamano riesce a ricostruire in modo più ricco e preciso la proprio stessa vita, di bambino normale, diventato sordo in seguito a una malattia, poi di ragazzo determinato a diventare medico nonostante la menomazione.
In questo libro viene descritta la vita di due generazioni di medici attraverso un periodo storico decisivo per la storia dell’America e per la storia della medicina: qui finisce il tempo della “frontiera” (è anche il periodo storico di “Balla coi Lupi”) e viene scoperto l’etere come anestetico, qui, con la sconfitta dei sudisti, l’America resta un’unica nazione e si comincia a intuire l’importanza dell’igiene nelle operazioni chirurgiche.
Stupendo affresco di un epoca mitizzata, forse a ragione, questo libro ha ricevuto il premio Selezione Bancarella e Fenimore Cooper Prize per il migliore romanzo storico americano. “L’Eredità dello Sciamano”, situato nei nostri giorni, è la conclusione della saga dei Cole, durata dal 1021 fino agli anni ’90 del novecento.
Roberta J Cole è medico, figlia unica di un “Rob J” che non è riuscito ad avere figli maschi. Come gli altri Cole che Noah Gordon descrive nei suoi libri, “R. J.” è totalmente inserita nel suo tempo: laureata due volte, in legge prima e in medicina poi, divorziata, si trova a scontrarsi con il sistema sanitario americano, privato e censitario, ma anche con una medicina spersonalizzata, dove l’importante pare essere diventata la malattia e non il malato.
R. J. rifiuta entrambe le concezioni e fugge in un piccolo paese, praticando la medicina non specializzata. La trilogia dei Cole è più che una saga di medicina, o di una epopea storica attraverso i secoli, è il racconto di uomini e donne che vissero la medicina come una passione, inseriti nel loro tempo, nel loro contesto sociale; il tutto narrato con uno stile limpido e pulito, oggettivo e privo di pregiudizi che fa apparire epoche e luoghi lontani chiari e ovvii.
Con il suo modo di narrare Noah Gordon riesce a lasciar intendere come la storia, sia quella politica sia quella medica, sia fatta da uomini e da uomini possa essere cambiata.
A parte, ma sulla stessa traccia, vi è “Il Medico di Saragozza” la storia di Jonah Toledano, ebreo, figlio di un orafo, nel mezzo della Spagna del XV secolo, dominata dall’Inquisizione.
Costretto a fuggire, e a cambiare nome, egli rimane l’ultimo ebreo di Spagna (The Last Jew è il titolo americano dell’opera), egli fu peones (bracciante), armaiolo e infine medico, riuscì a realizzarsi nonostante l’Inquisizione e il suo essere e voler rimanere ebreo, nonostante fosse invischiato contro la sua volontà in quel traffico di reliquie fortissimo che percorreva il medioevo cristiano.
Dopo aver conosciuto con la trilogia dei Cole la medicina dell’anno mille, dell’800 e del secolo appena trascorso, apprendiamo qui la scienza medica tardo medioevale. Leggendo di questa, come di quella dell’Alto Medioevo, ci si stupisce della quantità di pregiudizi con cui siamo soliti pensare a quel tempo. Benché fosse approssimativa, saldamente collegata ad autori passati, era in molti casi utile e valida, e spesso non sfociava in quella superstizione che per noi è collegata al tempo che l’Illuminismo chiamò “Età di Mezzo”.
Tutti e quattro i libri di Noah Gordon sono degni di essere letti più di un’unica volta, benché non siano “anteprime”, e non solo in quanto degni romanzi storici e di costume, non solo per la precisione medico-storica, ma soprattutto per l’abilità dell’autore a dipingere caratteri, personaggi verosimili e vicini a noi per quanto calati nel loro tessuto sociale e epocale.